L’Oblomov di Bacci

Parente prossimo di Ivanov è Oblomov. Campione di accidia, il protagonista del romanzo di Ivàn Goncarov, si riduce volontariamente a vivere nell’apatia più assoluta pur di non lasciarsi coinvolgere in un mondo da lui giudicato corrotto e frenetico. A nulla varrà il tentativo dell’amico Stolz e della fidanzata Olga, di traslocarlo per farlo rinascere alla vita attiva e a sentimenti concreti. E quando l’amore lo sfiora non riesce a varcare la soglia che separa il dire dal fare, scoprendo di amare più la visione dell’amore che l’amore in sé. La riduzione del regista Roberto Bacci segue una metodologia di teatro povero che privilegia il lavoro sul corpo dell’attore e sul testo per enucleare alcuni snodi del romanzo. E tuona come una minaccia il motto “o adesso o mai più” ripetuto dall’amico ad Oblomov, perstrappargli un atto di volontà, un sì alla vita. Frase che Bacci sottolinea ripetutamente. Egli racchiude il mondo di Oblomov in una cassa d’imballaggio di legno che funge da letto, si trasforma in bara, poi in giostra. Al cadere di un tendaggio all’interno di uno spazio dove sono collocati ottanta spettatori, comparirà un firmamento stellato da Luna Park. Cinque gli straordinari attori del Centro di Pontedera: Renzo Lovisolo, Giulia Innocenti, Savino Paparella, Francesco Puleo e Giulio Maria Corbelli.

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