L’integrazione negli “Orti di famiglia”

L’idea è dell’Associazione Don Bosco 2000 che presso il Centro Minori Stranieri Non Accompagnati di Catania ha deciso di avviare il progetto “l’Orto di famiglia”. A lavorare la terra e a prendersi cura degli ortaggi ci sono i ragazzi immigrati ospitati dal centro ma chiunque può decidere di affittare un lotto di terreno

L’integrazione passa questa volta attraverso la terra e i suoi frutti. Siamo a Catania, presso il Centro Minori Stranieri Non Accompagnati dell’Associazione Don Bosco 2000, dove lo scorso settembre è stato avviato il progetto “l’Orto di famiglia”. Qui, nei terreni messi a disposizione, trovano un lavoro e un’occupazione i ragazzi immigrati ospitati dal centro tutto l’anno.

Dopo un primo periodo di formazione, durante il quale i migranti hanno seguito le lezioni di contadini e agronomi esperti, è arrivato il momento della lavorazione e della preparazione della terra dove oggi sono coltivate frutta e verdura di stagione. Ogni giorno i ragazzi si recano nei campi dove un po’ alla volta imparano il mestiere di coltivatori, con un’attenzione particolare ai prodotti che crescono senza alcun tipo di trattamento chimico.

Il progetto nasce anche grazie alla solidarietà e alla vicinanza delle persone del luogo, molti cittadini hanno infatti deciso di prendere parte al progetto affittando un lotto di 60 mq. Ogni affittuario, può decidere le verdure di stagione che preferisce piantare, in base al gusto personale e al nucleo famigliare. Ad occuparsi di ogni singolo appezzamento c’è un giovane migrante ma, proprio per favorire l’integrazione, spesso vengono organizzate giornate di incontro durante le quali i cittadini possono recarsi nel centro, incontrare i migranti che si prendono cura del loro terreno ed insieme controllare la crescita delle piante. I progressi vengono inoltre documentati attraverso i social e chi aspetta il momento della raccolta può monitorare la crescita delle piantine su Facebook. Quando la frutta è matura e gli ortaggi pronti per la raccolta, gli affittuari del lotto vengono avvertiti e possono decidere se recarsi al centro solo per ritirare i prodotti oppure partecipare attivamente alla raccolta. Un modo per portarsi a casa prodotti di qualità, aiutando dei ragazzi senza famiglia a crescere e ad avere un futuro, creando in qualche modo una grande famiglia.

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