Le sfide per il nuovo Stato

Il 9 luglio 2011 sarà ricordato per la nascita di un nuovo Stato, il Sud Sudan. Il processo di creazione di nuove entità statali è andato accelerandosi negli anni Novanta del secolo scorso dopo la fine della guerra fredda.
Sud Sudan
Il 9 luglio 2011 sarà ricordato per la nascita di un nuovo Stato, il Sud Sudan. Il processo di creazione di nuove entità statali è andato accelerandosi negli anni Novanta del secolo scorso dopo la fine della guerra fredda. Come insegna la tragica vicenda della ex Jugoslavia, non sempre il processo è avvenuto in modo indolore o consensuale, tutt’altro. Il nuovo Stato africano nasce invece dopo una consultazione referendaria e – sinora – senza gravi tensioni. Ma non bisogna dimenticare i milioni di morti che tra il 1983 e il 2005 la guerra civile ha provocato in Sudan, senza contare le masse di popolazione sfollate.

 

In realtà, l’apparizione sulla carta politica africana di un nuovo soggetto internazionale può essere considerato come l’ultimo, tardivo capitolo di un processo di affrancamento da un retaggio coloniale, in particolare quello della Gran Bretagna (dal 1898 al 1956), che per ragioni pragmatiche aveva costituito due distinte entità all’interno di una frontiera esterna comune.

 

Al Nord si è affermata l’influenza culturale del mondo islamico, al Sud quella del mondo cristiano-occidentale. Questo però riguarda il passato, la memoria storica. Sarebbe un grave errore voler consolidare i due Sudan sulla base di un’identità monolitica di tipo religioso. In effetti le ragioni dell’indipendenza vanno cercate anche in una differente struttura economica, che avvantaggia sulla carta il Sud Sudan a motivo delle notevoli risorse energetiche e naturali. Tuttavia, entrambi i Sudan devono fare i conti con un mondo globalizzato: oggi la presenza cinese nel territorio e nell’economia sudanese è consistente, come del resto in buona parte del continente africano.

 

Dal punto di vista politico, il Sudan settentrionale si è considerato un tassello sul grande scacchiere nordafricano e mediorientale, mentre il Sudan meridionale ha rivolto la sua attenzione verso l’Africa e ora risente della precaria e drammatica situazione del Corno d’Africa. In ogni caso, due aree di crisi: sia Khartoum che Juba affrontano condizioni politiche regionali impervie. Una ragione in più per non voltarsi definitivamente di spalle.

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