L’amore è principio sociale

Nessuno, sul pianeta, sta isolato. Egli è solidale con tutti i viventi.
Giovani
Ognuno deve amare il prossimo come sé stesso: cioè unificarlo con sé; e deve vedere in esso Dio: dunque unificarlo in Dio. Ed ecco la società cristiana compaginarsi, per forza d’amore, in unità, sino a formare un corpus, il corpo mistico di Cristo; e le singole creature starvi come membra, viventi di una unica vita, tralci inseriti nell’unica vite; e questo porta che nessuno sta, sul pianeta, a sé, isolato; ma quel che fa lo fa anche per gli altri. Egli è solidale e corresponsabile con tutti i viventi; e la virtù d’un cristiano dell’Artide introduce energie nell’organismo di cui beneficeranno anche i popoli dell’Equatore.

Per questo suo impulso a unificare, l’amore è principio sociale: raduna gli uomini e ripartisce fraternamente tra di loro i beni della vita.

È un continuo dono. Poiché porta verso l’unità, la carità è universale: non conosce frontiere, né riconosce distinzioni: ogni uomo, per il fatto che è uomo, vi ha diritto e ne porta il dovere. Questa universalità collega ciascuno con tutti, di là dallo spazio e anche dal tempo: è l’amore che ci unisce alla Chiesa trionfante, che unirà a noi anche i nascituri, che non vedremo. E comprende corpo e spirito. L’assistenza di Cristo andava alle anime e alle malattie. L’amore insomma lenisce piaghe d’ogni genere: ispira la dottrina dei mistici e suscita gli ospizi degli incurabili; beatifica il lavoro e la morte, la gioia e la pietà: fa solidali coi secolari i religiosi, con la vita attiva la contemplazione mistica. L’ideale sarebbe che questa universalità si concretasse in un solidale sistema sociale.

È un ideale, non un’utopia, se nel Medio Evo visse già la cristianità, come Res publica cristiana, in solidarietà anche politica dei battezzati. Diceva già sant’Agostino: «I cristiani tutti formano un’ unico Stato». Cristo ha fatto il mondo per tutti: e cioè per la sua intera famiglia: e tutti ci debbono stare come in famiglia, con un posto e un pane per ciascuno.

 

(Da: La carità principio sociale, Figlie della Chiesa, 1955)

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