Non fa sconti Omer Bartov, dean’s professor di studi sull’Olocausto e il genocidio presso la Brown University nel libro Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele, pubblicato in Italia da Laterza. Fin dalle prime righe dell’introduzione la domanda dello storico è chiara: «Com’è possibile che uno Stato istituito all’indomani dell’Olocausto si trovi oggi a essere verosimilmente accusato di perpetrare crimini di guerra su vasta scala e il trasferimento forzato della popolazione civile, nonché commettere crimini contro l’umanità?». Domanda drammatica alla luce dei fatti di Gaza.

Omer Bartov è uno storico ebraico. Nato in un kibbutz, appartiene alla prima generazione venuta al mondo dopo la creazione dello Stato; ha prestato servizio nell’Idf per 4 anni ed è considerato una delle principali autorità intellettuali in materia di genocidio. Non una voce qualsiasi, dunque, ma un ebreo profondamente radicato nella vita e nella cultura del suo popolo. Ed è questo che disturba l’attuale governo israeliano che non ha permesso la pubblicazione dell’opera in Israele. Omer Bartov è una voce critica non per partito preso, ma per intima consapevolezza e storica dimostrazione della degenerazione politica e sociale di Israele oggi. «Il sionismo, un movimento nato per affrancare gli ebrei d’Europa dall’oppressione e dalla persecuzione – scrive –, si è tragicamente trasformato in un’ideologia di Stato di matrice etnonazionalista, sempre più orientata all’estromissione dei palestinesi e alla loro brutale sottomissione al dominio israeliano».
Che cosa è diventato Israele oggi? Il punto è questo. «Sette milioni di cittadini ebrei israeliani – scrive ancora Bartov – esercitano di fatto il proprio dominio su sette milioni di palestinesi, due dei quali sono cittadini israeliani i cui diritti vengono limitati in mille modi dallo Stato, mentre tre milioni di palestinesi in Cisgiordania e due milioni nella Striscia di Gaza non godono praticamente di alcun diritto». Israele è uno stato oppressore? Questa è, di fatto, la sua connotazione giuridica oggi. E «opporre resistenza all’oppressione e alla disumanizzazione, ricorrendo persino alle armi – ricorda lo storico ebraico – non solo è comprensibile, ma anche legale secondo il diritto internazionale, soprattutto quando rientra in una lotta per l’autodeterminazione nazionale».
Ciò ovviamente non legittima l’aggressione ai civili da parte di Hamas del 7 ottobre 2023. Ogni violenza che non distingue obiettivi militari da quelli civili è sempre illegittima. E allora bisogna domandarsi se erano obiettivi militari le strutture educative, culturali e sanitarie distrutte dall’Idf a Gaza o, se come sostiene lo storico ebraico, la dimostrazione che «l’obiettivo dell’esecutivo israeliano non era solo di distruggere Hamas e la sua capacità di governare, ma anche di rendere l’intera area inabitabile e di privare la sua popolazione di tutto ciò che costituisce l’identità e la continuità del gruppo».
Nell’abisso, insomma, è un libro duro che pone il popolo ebraico di fronte alla propria responsabilità morale; è un’analisi meditata, documentata, mai preconcetta o di parte, interpreta la profonda delusione di tanti ebrei che guardano alla pace come unica via di uscita in un contesto mediorientale pieno di insidie e contraddizioni. È un bene che il libro sia stato pubblicato in Italia dove una parte del mondo ebraico è ancora tiepido nei confronti dei diritti dei palestinesi. «Solo la garanzia di pari diritti per tutti coloro che abitano questo territorio – conclude Bartov – potrà mettere fine a una simile calamità. Non ci sarà pace finché sette milioni di ebrei governeranno su sette milioni di palestinesi senza alcuna prospettiva di uguaglianza… In questo momento di profonda crisi, ma anche di nuove opportunità e di cauta speranza, è giunto il momento che il mondo intervenga e aiuti i popoli di questa terra a progettare un futuro diverso per le generazioni a venire». Non può esserci ancora indugio sulla pace. Di questo devono avere consapevolezza gli Stati che sostengono Israele, Italia compresa.
Omer Bartov, “Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele”, Laterza, Bari-Roma, 2026, pp.227, euro 19,00.
