Ne ha detto di cose, Cosmo Sallustio. Passeggiare fra le sue opere, esposte a Roma, è come tessere un dialogo con lui, con la sua visione della realtà, trasfigurata da una fantasia variabile e variopinta. Cosmo non descrive, infatti, ma “interpreta”. Non ci sono luci e colori sgargianti, avventure astratte, propulsioni accademiche. Certo, esperimenta come tanti altri, ma rimanendo sé stesso. Cioè con il suo sguardo.
Ecco allora il motivo di passare a gioire della mostra su questo artista che sembra vedere ogni cosa con l’occhio di un “mago” che vede, oltre-vede, e si fa “vedere”. Usa ogni tecnica: disegno, acquerello, tavole ad olio di piccolo e grande formato, sculture in cartone e metallo zincato. Insomma, Cosmo è aperto ad ogni possibilità strumentale che gli consenta di esprimere il suo animo su ogni possibile argomento.

Cosmo Sallustio, Io pulcinella, 2003, olio su tavola, 150×75 cm. Credit: Ufficio Stampa della mostra “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”, ospitata da “La Vaccheria”, Roma.
C’è un olio del 2003 intitolato Io pulcinella. Eccolo che si autoritrae issato su una sorta di croce − o albero della cuccagna − in bianco, circondato dalle maschere della commedia dell’arte entro un cortile viola. Sotto un deciso cielo azzurro il pittore è una sorta di martire della vita, o se si vuole, della bellezza, manovrato da un vecchio e da un bambino. Il pittore si lascia trascinare e forse morire, ma questa è la sua via: creare e ri-creare tutto ciò che si vede.

Cosmo Sallustio, “Il mercatino rionale ristrutturato”, 1999, olio su tavola, 218×209 cm. Credit: Ufficio Stampa della mostra “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”, ospitata da “La Vaccheria”, Roma.
Nel Mercatino rionale del 1999 le donne-venditrici si scatenano a passo di danza in silhouette meccaniche e rigide come bambole dentro un ambiente geometrico dalle tinte innaturali, che puntano sull’acido, sul freddo nella danza di queste donne che forse sono pure le sue “muse” che ne ritmano il cammino artistico. Altre volte il pittore si sofferma su temi evangelici come nel Gesù che scaccia i mercanti (1970), una tempera su carta nel grigio del colore, aggressiva, in abiti contemporanei: un messaggio, una lotta tra il bene e il male. Ma in silenzio.
L’arte di Cosmo infatti, anche quando grida, grida in silenzio. Nel 2008 inventa, è il caso di dirlo, l’olio su tavola Il vecchio giardiniere. Il vecchio, che appare un anziano mago delle favole, mostra il suo giardino verde fiorito mentre nel cielo si affaccia un’apparizione lucente fra angeli. È un’atmosfera reale o fantasiosa? È pura magia di una mente che cerca luce?

Cosmo Sallustio, “Il vecchio giardiniere”, 2006, olio su tavola, 60×45 cm. Credit: Ufficio Stampa della mostra “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”, ospitata da “La Vaccheria”, Roma.
Ma tutto nello stesso tempo è come avvolto da un qualcosa che sa di incanto, di ricerca di purezza, e di pace. Dura e difficile, ma ricercata. Le sue figure scolpite e talora dure, le tinte forti e quasi astrali, il senso di astrazione degli ambienti, parlano di un’osservazione della vita vera ma portata su un piano alto, come fosse sulle ali magiche di un’aquila che contempla l’umanità. Una rassegna squisita, da non perdere.
Cosmo Sallustio. Magia della Realtà. Roma, La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltoire, 35. Fino al 28/6 (catalogo Ceribelli Editore).
