La comunità accademica di Sophia

Intervista a Giuseppe Argiolas, nuovo rettore dell’Istituto Universitario che ha sede a Loppiano.
Piero Coda e Giuseppe Argiolas

Giuseppe Argiolas è docente di management, «appassionato di imprese e organizzazioni che mettono al centro la persona e la qualità delle relazioni». Dal 2006 ha insegnato “responsabilità sociale delle organizzazioni” come professore aggregato all’università di Cagliari, e dal 2010 come visiting professor presso l’Istituto Universitario Sophia, a Loppiano. Nel 2016 ha assunto il ruolo di professore stabile di Management a Sophia e direttore della Scuola di Dottorato interdisciplinare.

Il 20 febbraio 2020 è stato nominato rettore di Sophia, a dodici anni dalla sua fondazione. Questo nomina coincide con l’attribuzione da parte della Congregazione per l’Educazione Cattolica del titolo di “rettore” a colui che prima era il preside dell’Istituto: un riconoscimento dell’alto livello universitario raggiunto da Sophia.

Perché ha scelto Sophia?
Per rispondere ad una chiamata personale, e per costruire assieme agli altri colleghi professori, ai membri dello staff e soprattutto agli studenti, il sogno di una università che faccia della comunione la sua ragion d’essere.

Quali sono le sue priorità come rettore?
Sviluppare ciò che è stato costruito. Siamo nella fase di passaggio dalla prima alla seconda generazione, per cui è fondamentale mantenere il collegamento con la realtà carismatica che ha fatto nascere questa università, e contemporaneamente svilupparne tutti gli aspetti. Mi muoverò tra tradizione e innovazione.

Quali innovazioni ha in mente?
Vorrei sviluppare Sophia su tre fronti: primo la didattica, per ora con le quattro lauree magistrali, secondo la ricerca, con le attività di dottorato e la formazione di giovani docenti, terzo il rapporto col territorio. In più, siccome Sophia è una realtà globale, si espanderà anche nel contesto internazionale: è già in fase avanzata di fondazione la sede in America latina, mentre si muovono i primi passi in Africa e in Asia. Vorrei anche sottolineare i forti rapporti di collaborazione con le altre Università, sia in Italia che all’estero, per i titoli e la ricerca.

In una intervista di qualche settimana fa (Città Nuova n. 2/2020) Piero Coda notava che il numero di studenti non è ancora equilibrato. Lei come intende muoversi?
Abbiamo fatto un grande sforzo per dare una risposta formativa adeguata alle esigenze degli studenti e da quest’anno partiamo con quattro nuovi corsi di laurea magistrale. È essenziale però che i giovani conoscano la nostra offerta, per cui dobbiamo comunicare meglio quello che stiamo facendo e i frutti che porta lo studio a Sophia, i risultati che i nostri studenti hanno nella vita: in quali settori trovano lavoro, in quali imprese, quali attività e quale ruolo svolgono nei loro contesti, con quale soddisfazione. Sapere questo è importante per capire che tipo di università è Sophia.

Perché scegliere Sophia?
Perché è unica per il suo metodo. Quando Chiara Lubich l’ha fondata, ha voluto chiamarla Sophia perché la “Sapienza” doveva essere l’elemento caratterizzante. Cosa significa questo in pratica? Non basta che gli studenti studino le discipline che li appassionano, management o teologia o scienze politiche o pedagogia… Devono studiarle a contatto con le altre discipline, perché il mondo di oggi è complesso. Per capirlo e operare in esso occorre uno sguardo interdisciplinare. Non soltanto multidisciplinare, ma interdisciplinare, con discipline che si connettono tra di loro, e addirittura trans-disciplinare, con la capacità di andare alle radici delle discipline.

Questo fa la Sapienza, va alle radici delle discipline, coglie la dimensione antropologica e fa conseguire a tutto ciò lo sviluppo delle singole discipline, rispettando lo statuto metodologico di ciascuna. Questa è una tendenza oggi sempre più chiara nelle università. Si capisce che si deve andare lì, ma come fare, come orientarsi? Sophia ha un suo metodo preciso.

 

La comunità di Sophia
La comunità di Sophia

Questo dal punto di vista dello studio. Lei accennava anche alla comunione…
È il secondo pilastro: la prassi, la vita. Studio e prassi, studio e vita devono essere collegati tra di loro. Per questo Sophia non sarà mai come le grandi università con un numero enorme di studenti. La dimensione deve essere quella giusta per favorire il dialogo tra studenti, tra studenti e docenti.

Ciò che forma, ciò che educa non sono soltanto le lezioni, ma è Sophia nel suo insieme. È la comunità accademica e la città in cui è inserita che educano. Questo è un altro dei motivi fondamentali per cui possiamo dire che Sophia è al passo coi tempi e in linea con l’ultimo documento di Francesco sulle università a cui ci vogliamo ispirare. Per inciso, insieme ad altre università, stiamo dando il nostro contributo alla proposta del papa sul Patto educativo.

Piero Coda e Giuseppe Argiolas
Piero Coda e Giuseppe Argiolas

Lei diventa rettore dopo Piero Coda, che ha fondato con Chiara Lubich l’università. La preoccupa questa responsabilità?
Questa domanda mi offre l’opportunità di ringraziare prima di tutto Piero Coda, per quello che ha fatto in questi anni. Ha guidato Sophia con lungimiranza, pazienza e sapienza. Penso di poter esprimere, anche a nome degli altri colleghi e degli studenti che si sono succeduti in questi anni, un sentito sincero caloroso ringraziamento. Anche per il contributo che continuerà ad offrire a Sophia nei prossimi anni.

Detto questo, per rispondere alla sua domanda, non sono preoccupato di dover succedere a Piero Coda. Non tanto per le mie capacità, ma perché continuerò a portare avanti Sophia insieme ai colleghi docenti, allo staff e agli studenti, che mi hanno dato la loro fiducia eleggendomi e che ringrazio di cuore. Tutto dovrà essere espressione della cultura dell’unità. Per questo continueremo tutti insieme a lavorare “in uscita”, facendo rete con le altre università, a stretto contatto col Movimento dei Focolari e con papa Francesco il quale, anche nell’ultimo incontro che abbiamo avuto lo scorso novembre, ci ha incoraggiato ad andare avanti su questa linea.

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