Juno

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Quando la sedicenne Juno scopre di essere incinta, le alternative che ha di fronte non sono molte. Scartata l’idea di fare da mamma per via dell’età, rifiutata l’ipotesi di abortire dopo una visita a una clinica specializzata, l’unica soluzione che le rimane è quella di dare il bambino in adozione. Così Juno, con l’aiuto della famiglia e dell’amica del cuore, inizia la ricerca della coppia adatta, mentre l’impacciato e involontario padre rimane goffamente sullo sfondo, totalmente incapace di gestire la situazione. Ma, proprio allo scadere dei nove mesi, quando tutto sembra ormai deciso, l’apparente idillio familiare della coppia prescelta mostra preoccupanti crepe, e la faccenda sembra complicarsi irrimediabilmente. Juno è una commedia deliziosa, fresca, irriverente, originale e divertente. Non è un film antiabortista, come una certa propaganda ha voluto far credere, quanto uno spaccato tutto sommato credibile di cosa può succedere quando un’adolescente brillante e anticonformista scopre di aspettare un figlio. Il tema è affrontato con delicatezza, ironia e una certa dose di sfacciataggine, condite con quel pizzico di furbizia sufficiente a rendere la storia consolatoria quanto basta, pur senza nascondere, ma neanche senza approfondire più di tanto, il trauma e le difficoltà di un’adolescente alle prese con la gravidanza e, soprattutto, con il dramma di dover poi rinunciare al bambino. Ma, una volta levigate le asperità e indossati gli occhiali rosa dell’ironia, la storia prende il volo: battute a raffica, attori piena- mente nella parte e un regista, figlio d’arte, che aveva già fatto centro con il suo film d’esordio, Thank you for smoking, un’altra commedia originale e irriverente. Regia di Jason Reitman; con Ellen Page, J.K. Simmons, Jason Bateman, Michael Cera, Jennifer Garner. Crisitiano Casagni

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