In scena

Grandi novità in arrivo. Dalla Tempesta di Shakespeare con Renato Carpentieri alla Lezione di Jouvet con Toni Servillo

La Tempesta di Shakespeare a Palermo

Ultimo capolavoro di Shakespeare e suo definitivo congedo dalle scene, è un congegno teatrale prodigioso, in cui s’incrociano alcuni temi che prefigurano l’orizzonte della modernità: lo sguardo occidentale a confronto con quello dell’altro, la realtà e l’illusione, l’incantesimo della mente e il potere come complotto e usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine. Ambientandola in un paesaggio fantomatico, una casa-asylum su un’isola – un luogo dove si provvede all’anatomia dell’anima – Roberto Andò rilegge l’opera attraverso il fluire, grandioso e imprevedibile, della mente di Prospero, assecondando l’incedere minuzioso e incalzante del suo piano per congedarsi dal mondo e iniziare la figlia Miranda alla vita e al mistero dell’esistenza. Protagonista della pièce è Renato Carpentieri, un attore giunto a quel magistero essenziale e profondo che appartiene solo ai grandi interpreti, qui affiancato da un cast sorprendente con Vincenzo Pirrotta nel ruolo di Calibano. “La tempesta” di William Shakespeare, traduzione Nadia Fusini, adattamento Roberto Andò e Nadia Fusini, regia Roberto Andò, scena Gianni Carluccio, musiche originali Franco Piersanti, esecuzioni musicali Roberto Fabbriciani, light designer Angelo Linzalata, suono Hubert Westkemper, costumi Daniela Cernigliaro, con Renato Carpentieri, Giulia Andò, Filippo Luna, Vincenzo Pirrotta, Paolo Briguglia, Fabrizio Falco, Paride Benassai, Gaetano Bruno. Produzione Teatro Biondo Palermo. A palermo, Teatro Bionbo, dal 7 al 18/12.

 La lezione di Jouvet con Toni Servillo

Dopo il tutto esaurito nell’autunno 2016 e una tournée italiana e internazionale, torna lo spettacolo che Toni Servillo ha tratto dalle sette lezioni che il grande attore francese Jouvet tenne al Consevatoire National d’Art dramatique di Parigi, nei mesi dell’occupazione nazista. Sul palcoscenico di un teatro chiuso, maestro e allievi lavorano appassionatamente sul Don Giovanni di Molière. Vanno in cerca della verità dell’interpretazione, accompagnano il pubblico alla scoperta del mondo misterioso della recitazione e delle prove, fino all’istante in cui l’attore comprende di essere arrivato al cuore del suo personaggio, di averlo compreso e di poterlo restituire con autenticità. Oggetto dell’esercitazione è la seconda scena di Elvira, il momento in cui l’infelice innamorata del grande seduttore giunge in scena e lo implora di pentirsi, perché solo così avrà salva l’anima. Servillo e Petra Valentini, nei ruoli di Jouvet e di Claudia, l’allieva di maggiore talento – che fu costretta ad abbandonare le scene perché ebrea – danno prova di cosa significhi praticare il mestiere dell’attore ossia provare «una passione divorante – spiega Servillo – che è quella di togliere il “sé” per mettersi totalmente a disposizione dell’avventura teatrale. “Elvira, (Elvire Jouvet 40) di Brigitte Jaques © Gallimard, traduzione Giuseppe Montesano, regia Toni Servillo, e con Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri, costumi Ortensia De Francesco, luci Pasquale Mari, suono Daghi Rondanini. Coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatri Uniti. A Milano, Teatro Grassi, fino al 22/12; a Napoli, Teatro Bellini, dall’8 al 20/1/2019.

 Le sorelle Materassi

Torna a grande richiesta l’adattamento del romanzo di Aldo Palazzeschi per la regia di Geppy Gleijeses. Ambientato nei primi anni del XX secolo nel sobborgo di Firenze Coverciano, narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di esse sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata da loro accolta essendo stata respinta dal marito. Teresa e Carolina sono abilissime sarte e ricamatrici e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso per la benestante borghesia fiorentina. Giselda, delusa dalla vita, tende all’isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento. Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta nella vita familiare dalla fedele domestica Niobe che tranquillamente invecchia insieme alle padrone. Tutto sembra scorrere su tranquilli binari quando nella casa giunge Remo, il giovane figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Bello, pieno di vita, spiritoso. “Sorelle Materassi”, regia Geppy Gleijeses, adattamento teatrale Ugo Chiti, con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati, Gabriele Anagni Sandra Garuglieri, Gian Luca Mandarini, Roberta Lucca, scene Roberto Crea, costumi Ilaria Salgarella   Clara Gonzalez   Liz Ccahua, luci Gigi Ascione, musiche Mario Incudine. A Roma. Teatro Quirino, fino al 9/12; a Palermo, Teatro Biondo, dall’1 al 10/2/2019.

 Le Operette morali di Leopardi

Prosegue il viaggio della Fondazione Collegio San Carlo e di Emilia Romagna Teatro Fondazione attraverso i territori di confine tra teatro e filosofia: dopo Platone, Senofonte e Tucidide, si approda alle Operette morali di Giacomo Leopardi. Le ambientazioni metafisiche delle novelle, dei dialoghi e degli apologhi dello scrittore recanatese esplodono e spiazzano per il gusto insieme drammatico e ironico che le caratterizza. Le riflessioni, volutamente frammentarie, ma solo all’apparenza disorganiche, ora affidate alla sapienza del gallo silvestre, come alla sottigliezza del venditore d’almanacchi, o come al profetico sodalizio tra Ercole e Atlante, fino al dialogo tra il folletto e lo gnomo, toccano, grazie al potere della narrazione, le questioni più spinose e le contraddizioni più nette della modernità. Come Leopardi, memore a sua volta della tradizione greca, inscena nelle Operette il suo palcoscenico metafisico e, su di esso, indice la sua battaglia contro il «vero» nemico all’uomo, così sarà per gli attori di Ert Fondazione nella cornice settecentesca del Teatro San Carlo. “Le Operette morali”, testi scelti da Carlo Altini, drammaturgia collettiva con Michele Dell’Utri, Simone Francia, Diana Manea, Eugenio Papalia, Franca Penone, Simone Tangolo, musiche a cura di Filippo Zattini, immagini a cura di Riccardo Frati. Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Collegio San Carlo di Modena. Dal 7 al 9/12.

La Tempesta di Aterballetto

La celebre opera è una favola magica che conclude la carriera di Shakespeare in maniera del tutto originale e misteriosa. Si può trasferire in danza la scrittura così densa di racconto di quest’opera? Con Tempesta Aterballetto ha affrontato la sfida: mettere alla prova la danza e la sua capacità di raccontare storie e personaggi di un narrazione teatrale, illuminandoli in modo originale e osservandoli da nuovi punti di vista, garantendo una chiara leggibilità della storia di Shakespeare, senza rinunciare ad aprire dimensioni visionarie. Per andare al cuore di una delle più straordinarie invenzioni pensate per la scena dal grande scrittore inglese, Aterballetto si è affidata alla coreografia del giovane Giuseppe Spota, con le musiche originali di Giuliano Sangiorgi. Dopo il debutto al Teatro Strehler di Milano inizia il tour dello spettacolo. “Tempesta”, coreografia Giuseppe Spota, musiche originali Giuliano Sangiorgi, drammaturgia Pasquale Plastino, scene Giacomo Andrico, consulenza critica Antonio Audino, costumi Francesca Messori, luci Carlo Cerri. Coproduzione con CTB – Centro Teatrale Bresciano e il Teatro Stabile del Veneto. A Genova, Teatro della Corte, il 6 e 7/12; a Padova, Teatro Verdi, da 12 al 16; a Siena,  Teatro dei Rinnovati, il 19; a Pisa, Teatro Verdi, il 21.

 

 

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