Franca Viola: 50 anni di matrimonio

Dopo essere stata rapita e violentata si rifiutò di sposare il suo aguzzino e lo fece arrestare. Era il 1965. Tre anni dopo sposò l'attuale marito. È diventata il simbolo dell'emancipazione della donna.

Cinquant’anni fa rifiutò il cosiddetto “matrimonio riparatore”. Dopo essere stata rapita e violentata, avrebbe dovuto sposare il suo aguzzino. Così le rigide norme di una Sicilia arcaica imponevano ad una donna dopo un rapimento. Ma Franca Viola rifiutò di sposare Filippo Melodia. Lo fece arrestare e condannare. Ed è divenuta simbolo dell’emancipazione della donna.

Melodia era stato suo fidanzato per un breve periodo. Poi la decisione di interrompere quel rapporto con il giovane, nipote di un boss locale. Melodia non si arrese. La rapì, con l’aiuto di alcuni complici. Dopo averla tenuta segregata una settimana, pensava e sperava di poterla sposare, di imporre così la volontà di dominio dell’uomo sulla donna. La legge italiana, anch’essa arcaica, era dalla sua parte. Fino al 1981 il Codice penale italiano considerava lo stupro come “un delitto contro la morale pubblica ed il buon costume”. L’articolo 544 verrà abrogato e modificato solo nel 1981.

Ma Franca Viola, con il sostegno del padre Bernardo, rifiutò il matrimonio e fece arrestare Melodia, che fu poi processato e condannato a 11 anni perché le usanze dell’epoca vennero considerate un’attenuante. Ne scontò dieci. Venne poi ucciso, nel 1978, appena uscito dal carcere.

Tre anni dopo, il 4 dicembre 1968, Franca Viola sposò Giuseppe Ruisi. Ancora oggi vive ad Alcamo. Il presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, inviò alla coppia di sposi un dono simbolico. Franca Viola e Giuseppe Ruisi vennero poi ricevuti anche dal papa Paolo VI.

Ad Alcamo l’ha raggiunta il presidente della Regione, Nello Musumeci, per un omaggio alla donna che simboleggia il riscatto della Sicilia.

«Franca Viola merita il nostro omaggio, ma soprattutto la riconoscenza della Sicilia e del Paese. Con le sue scelte coraggiose non ha cambiato solo la sua vita, ma quella di tutte le donne italiane, oltre a segnare una tappa fondamentale del progresso civile dell’Italia» ha detto Musumeci. Il governatore ha aggiunto:  «Ho voluto farle visita, in occasione del cinquantesimo anniversario del suo matrimonio, celebrato proprio il 4 dicembre del 1968. Si tratta di una data importante per Franca Viola ed il suo coniuge, ma di alto valore simbolico per tutta la comunità civile».

Cinquant’anni sembrano passati come un soffio, disegnando il volto di un’isola del tutto diversa. Anche grazie a lei che, durante il processo, mantenne ferma la sua decisione. Poi la legge venne modificata.

Nel 1970 uscì nelle sale cinematografiche un film di Damiano Damiani, La moglie più bella, ispirato alla sua storia.

Nel 2014, Franca Viola è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

 

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