Flussi migratori: rinviata la riforma di Dublino

I ministri europei hanno rinviato ogni decisione sulla riforma del Trattato sul diritto d'asilo dopo le elezioni del Parlamento Europeo
AP Photo/Olmo Calvo

I ministri degli interni dell’Unione Europea (UE) si sono riuniti a Bruxelles per discutere delle problematiche migratorie e, per l’ennesima volta, di una riforma del Trattato di Dublino, che attualmente lascia ai Paesi di primo accesso l’onere di gestire i migranti che giungono sul continente europeo, mentre sarebbe necessario trovare un sistema di ricollocamento obbligatorio che non lasci gli Stati membri da soli.

L’Italia è stata rappresentata al Consiglio Affari Interni da Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell’interno, essendo Matteo Salvini impossibilitato a partecipare.

Dall’insediamento del Governo presieduto da Antonio Conte, il tema della riforma di Dublino è stato affrontato in sei incontri del Consiglio Giustizia e affari interni, ma Salvini è stato presente una sola volta, nonostante la questione sia al centro delle preoccupazioni del governo gialloverde.

I ministri hanno esaminato lo stato della cooperazione dell’UE con i paesi dell’Africa settentrionale in materia di migrazione e hanno esplorato le possibilità di fornire ulteriore assistenza.

Indubbiamente, l’UE può aiutare ulteriormente tali Paesi rafforzando la loro capacità di gestire la migrazione, anche per quanto riguarda il controllo delle frontiere, la ricerca e il soccorso in mare, l’adozione e l’attuazione di normative in materia di asilo e migrazione, il reinserimento, il rimpatrio e la riammissione.

Dimitris Avramopoulos, commissario europeo all’Immigrazione, ha sollecitato i rappresentanti dei 28 Stati membri a trovare una posizione condivisa sulla gestione dei flussi migratori verso l’UE, ribadendo che «se non adottiamo un sistema di asilo comune europeo, l’Europa nel futuro sarà molto vulnerabile».

La questione migratoria doveva essere risolta prima delle elezioni europee ma, come era prevedibile, i rappresentanti dei governi non sono stati in grado di prendere degli impegni proprio a causa della prossima campagna elettorale delle elezioni europee, durante la quale il tema sarà sicuramente al centro dei dibattiti negli vari paesi e tra i vari partiti e famiglie politiche.

Carmen Daniela Dan, ministro dell’interno della Romania, paese che presiede attualmente la Presidenza di turno del Consiglio UE, ha giustamente evidenziato che la questione migratoria va affrontata non semplicemente limitando i flussi migratori ma aiutando l’Africa a raggiungere livelli di sviluppo equi e sostenibili, parlando di un «approccio globale alla migrazione», ricordando che «abbiamo fatto molta strada dalla crisi del 2015, con un calo degli arrivi di oltre il 90%. Tuttavia, non possiamo abbassare la guardia. Un importante obiettivo prioritario continua a essere quello di sostenere i Paesi del Nord Africa affinché siano ben attrezzati per affrontare le sfide migratorie che hanno di fronte».

 

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