Dossier Francesco per te

Una pubblicazione nata dal dialogo avviato con Massimo Borghesi, autore di "Jorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale" come invito al confronto con il pensiero di papa Francesco. A questo link l'intervento del prof. Borghesi durante la presentazione del dossier avvenuta presso il Centro internazionale del Movimento dei Focolari.

“Francesco” è uno dei 3 dossier, il primo del 2020, che costituiscono l’offerta editoriale, nell’anno, della rivista mensile Città Nuova.

La pubblicazione arriva in coincidenza con il compimento dei 7 anni dall’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio con il nome di Francesco. Un avvenimento che sta segnando la storia.

Pubblichiamo la prima parte del contributo di Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, allegando l’articolo per intero in pdf, e segnaliamo la disponibilità sul canale Youtube di Città Nuova di alcuni interventi registrati durante la presentazione del dossier avvenuta presso il Centro internazionale del Movimento dei Focolari.

Sono intervenuti, per l’occasione, con la moderazione di Maria Chiara Biagioni, giornalista dell’agenzia Agensir, il professore dell’Università di Perugia, Massimo Borghesi, assieme al co-presidente del Movimento dei Focolari, Jesus Moran.

QUI il link per acquistare il dossier

QUI il link al video

 Vatican Media/LaPresse
Vatican Media/LaPresse

Francesco e i movimenti popolari. Terra casa lavoro

di Tonio Dell’Olio (prete, già coordinatore nazionale di Pax Christi, fondatore e animatore del settore internazionale di Libera e attualmente presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi).

Generalmente l’approccio dei credenti e dei teologi verso il magistero petrino consiste nell’analisi – più o meno attenta – dei pronunciamenti, dei discorsi e dei documenti ufficiali. Niente di più sbagliato potrebbe succedere con Bergoglio, che non comunica soltanto con le parole ma anche (forse soprattutto) con i gesti e con le scelte che pone in atto.
Per questa ragione, prima ancora che l’analisi dei discorsi pronunciati nei tre incontri rivolti ai movimenti popolari riuniti a Roma nel 2014 e nel 2016 e a Santa Cruz, in Bolivia, nel 2015, ci si dovrebbe soffermare sul fatto stesso d’aver deciso di convocare e incontrare i movimenti popolari senza dimenticare che già nella cerimonia ufficiale del suo insediamento volle che il cartonero Sergio Sánchez, leader del Movimento dei lavoratori esclusi (Movimiento de Trabajadores Excluidos, Mte), fosse seduto tra le autorità in prima fila.

L’incontro dei movimenti popolari convocato da un Dicastero vaticano di per sé costituisce un fatto inedito soprattutto se si considera che forse la maggior parte di coloro che hanno aderito a quelle convocazioni o non sono credenti, nell’accezione tradizionale del termine, o hanno avuto una relazione difficile con la Chiesa intesa tanto come istituzione quanto come dottrina.
Non è un caso che nel corso della consueta conferenza stampa nel volo di ritorno dalla Bolivia dopo il secondo incontro, a un giornalista che gli chiedeva se non si sentisse a disagio in mezzo a tanti marxisti e anarchici, il papa rispose dicendo che non aveva detto nulla che non fosse nel patrimonio stesso della Dottrina sociale della Chiesa e che era stato continuamente interrotto da applausi. Segno che, forse, i partecipanti la approvavano, si riconoscevano nei suoi contenuti e li condividevano. Difatti nel corso del discorso, il papa aveva detto: «È strano, ma se parlo di questo per alcuni il papa è comunista. Non si comprende che l’amore per i poveri è al centro del Vangelo. Terra, casa e lavoro, quello per cui voi lottate, sono diritti sacri. Esigere ciò non è affatto strano, è la Dottrina sociale della Chiesa» (papa Francesco, 28 ottobre 2014).

Dare la vita fino alla fine

Di fatto la leadership degli incontri è stata della Confederación de Trabajadores de la Economía Popular (Ctep) e altri gruppi legati a movimenti internazionali come la Global Alliance of Waste Pickers (Alleanza globale dei riciclatori) con la rete Street Net dei venditori ambulanti, il Movimento dei Sem Terra brasiliano e la Via campesina internazionale, la National Slum Dwellers Federation indiana, insieme alla Slum Dwellers International, oltre al Movimento mondiale dei lavoratori cristiani (Mmtc).

Papa Francesco ha definito i movimenti popolari come il «movimento di poveri che non si rassegnano» e noi del “Nord” del mondo facciamo molta fatica a identificarli in maniera esaustiva, forse perché da noi non esistono veri e propri “movimenti popolari”! Leader che hanno consacrato la propria vita alla causa dei poveri fino a donarla totalmente.

Tra i partecipanti agli incontri erano presenti persone che in seguito sono state assassinate a ragione del proprio impegno. Mi preme ricordare Berta Caceres, cofondatrice del Consiglio delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras (Copinh) che, anni prima, mi aveva invitato a un’iniziativa assembleare in un’area del suo Paese sottoposta a sfruttamento e ingiustizie da parte di multinazionali e latifondisti locali e che aveva partecipato al primo incontro dei movimenti popolari a Roma. Appena due anni dopo (2 marzo 2016) venne brutalmente assassinata.

CONTINUA……

In allegato il testo pdf da scaricare

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