Divina commedia in musical

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Impresa ardua voler trasporre La Divina Commedia in spettacolo tout court, dare forma visiva e musicale al viaggio di Dante attraverso inferno, purgatorio e paradiso, alla ricerca di Dio e dell’amata Beatrice. Operazione però non impossibile. Fra i molti musical che la nostra scena sforna continuamente inseguendo i classici del genere e storie più moderne, si va imponendo con successo proprio La Divina Commedia. L’Opera, il cui sottotitolo – L’uomo che cerca l’Amore -, vuole sintetizzare il senso del viaggio per giungere, dopo una sofferta purificazione, alla fonte dell’Amore. Un vero kolossal (prodotto da Nova Ars), che arriva a colpire occhi mente e, soprattutto, cuore. Artefice del progetto e autore delle musiche è Marco Frisina; Elisabetta Marchetti e Daniele Falleri firmano a quattro mani una regia sapiente e incisiva, riuscendo a fondere linguaggi espressivi diversi e a coniugare la profondità del messaggio con la moderna resa spettacolare. Per avvalorare la portata dell’evento, si potrebbero elencare i numeri che accompagnano la megaproduzione: una tensostruttura di 2.500 posti, 76 persone impegnate tra cantanti, ballerini, attori e acrobati, 600 costumi, oltre 120 mila spettatori finora… E l’elenco potrebbe continuare. Ma la qualità sta soprattutto nel risultato artistico, considerando la traduzione cantata dei versi, su libretto di Gianmario Pagano; l’or- chestrazione musicale che spazia dal gregoriano al rock, al puro lirismo, e dal pop al jazz; la definizione scenica dei tre immaginifici luoghi dell’aldilà. Per essi si è scelta l’elaborazione tecnologica di immagini tratte dall’iconografia di Dürer, animate e rielaborate digitalmente su schermi mobili, con un complesso sistema di proiettori. La scena è un’enorme pedana ovale che ruota in pendenza, imprimendo un dinamismo a tutta l’azione e restituendoci il senso del sofferto peregrinare: dalla voragine degli inferi all’altopiano del purgatorio, fino al giardino del paradiso terreste. Tra voli acrobatici – l’inizio con la caduta di Lucifero nella lotta con l’angelo, o l’arrivo in volo di Paolo e Francesca -; luci potenti ed espressive; creature fantastiche – come il Grifone e le tre Furie ideate dal Premio Oscar Carlo Rambaldi -; coreografie teatrali – ma deboli nella parte finale -, si snodano gli incontri di Dante, accompagnato da Virgilio: da Caronte, a Francesca da Rimini, Pier delle Vigne, Pia de’ Tolomei, il conte Ugolino, Ulisse… Fino a quello con Beatrice, che dopo avergli mostrato il volto della Madonna lo condurrà alla visione più alta dell’Amore: quello che move il sole e l’altre stelle . In un trionfo coinvolgente.

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