Crisi economica e prevenzione

Se non si prendono provvedimenti giusti, si corre il rischio che in futuro si cureranno solo i ricchi.
Una passeggiata

L’aumento della speranza di vita nel mondo occidentale è dovuto in notevole misura al progresso tecnico-scientifico iniziato dalla metà del secolo scorso. Ciò ha comportato tuttavia una lievitazione dei costi che ha raggiunto nell’ultimo decennio livelli di tipo consumistico. Se non si prendono provvedimenti giusti, si corre il rischio che in futuro si cureranno solo i ricchi. Per fronteggiare l’attuale crisi economica, le varie associazioni mediche americane e inglesi si sono riunite per valutare se i costi derivanti dai nuovi farmaci, dalle protesi, dall’impianto dei pace-maker, dall’uso delle nuove tecnologie diagnostiche (Tac, risonanza magnetica, diagnostica nucleare, ecc.) producono reali benefici per la salute e la vita dei pazienti.
I difensori della medicina preventiva controbattono tuttavia che con le attuali tecnologie già oggi, e ancor più tra breve, quando la mappatura del genoma umano avrà un costo accessibile, si potranno prevenire molte malattie. Ma la possibilità di predire le malattie cui andremo incontro non consentiremo di evitarle se non elimineremo i fattori ambientali che, agendo sulla predisposizione genetica, danno luogo a tumori, ipertensione, diabete, obesità e numerose altre malattie sociali.
Per uscire da questa situazione quindi occorre un’azione politica importante che eviti sprechi e ruberie di cui sono piene le cronache quotidiane, ma soprattutto che si dia inizio a una modifica dello stile di vita, alimentare e lavorativo, che rappresenta la maggiore causa di malattia. Siamo noi che dobbiamo camminare di più, non fumare, mangiare secondo il reale bisogno dell’organismo. Fare questo significa mantenere lo stato di salute. È apprezzabile che l’Ue preveda stanziamenti economici per il 2014 destinati all’informazione e alla formazione della comunità in tal senso.

I più letti della settimana

Dialogando con Tiziana Merletti

Il Cigno nero secondo Luigino Bruni

Si può imparare a litigare?

Simple Share Buttons