Costa d’Avorio, polemiche per l’assoluzione dell’ex presidente

Nuovi sviluppi nel caso dell'ex capo dello Stato ivoriano Laurent Gbagbo e del suo ex ministro delle comunicazioni, Charles Blé Goudé. Il ricorso della Corte penale internazionale.
Former Ivory Coast President Laurent Gbagbo enters the courtroom of the International Criminal Court in The Hague, Netherlands, Tuesday, Jan. 15, 2019, where judges were expected to issue rulings on requests by Gbagbo and ex-government minister Charles Ble Goude to have their prosecutions thrown out for lack of evidence. (AP Photo/Peter Dejong, Pool)

Il procuratore della Corte penale internazionale (Icc) Fatou Bensouda ha fatto appello, lunedì scorso, contro l’assoluzione di Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé, rispettivamente ex capo dello Stato ed ex ministro delle Comunicazioni della Costa d’Avorio. Si lamentano difetti procedurali e si criticano i giudici per aver valutato erroneamente le prove presentate durante i tre anni di processo riguardanti la crisi ivoriana. «L’appello dimostrerà che la Camera penale ha commesso errori di diritto e di procedura che hanno portato all’assoluzione di Gbagbo e Blé Goudé», ha affermato in una nota l’ufficio di Fatou Bensouda. Come dall’inizio di questa vicenda torbida, questo nuovo sviluppo ha causato divergenze nella Corte penale internazionale e, questa volta, all’interno della procura stessa, come riportano diverse fonti, alcune delle quali ritengono preferibile chiudere il fascicolo.

Lo scorso gennaio, dopo sette anni di procedimenti, i giudici avevano assolto, con sorpresa di tutti, Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé, sottolineando l’estrema debolezza delle prove presentate dall’accusa. In Costa d’Avorio, dove i sostenitori dell’ex presidente stanno aspettando il suo ritorno, le reazioni si sono moltiplicate. Pascal Affi N’Guessan, presidente del Fronte popolare ivoriano (Fpi), ha denunciato lunedì «la non arrestabilità» dell’ex presidente ivoriano una volta tornato in patria, e questo dopo una chiamata da parte del procuratore della Corte penale internazionale.

Laurent Gbagbo, ora 73enne, è stato dichiarato non colpevole del reato di crimini contro l’umanità, che era stato ipotizzato in relazione alle violenze che erano stae commesse nel 2010 e nel 2011 dopo le elezioni in Costa d’Avorio. Il politico, rilasciato a febbraio in via condizionale, attualmente è in libertà vigilata a Bruxelles in attesa di un possibile processo di appello. Blé Goudé vive nei Paesi Bassi in condizioni simili.

Resta il fatto che una possibile estensione del processo congiunto di Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé sarebbe un vantaggio per il potere in atto. In effetti, ciò procrastinerebbe ulteriormente un ritorno che potrebbe far infiammare le strade di Abidjan. È questo il principale problema politico della vicenda, che non sembra esente da pressioni internazionali. L’accusa ora ha tempo fino al 15 ottobre per presentare il suo appello, a cui gli avvocati di Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé risponderanno al più tardi il 16 dicembre.

 

 

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