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Città Nuova dal vivo

Di fronte alla polarizzazione che sempre più genera spaccature a livello sociale e politico, l’impegno della nostra testata nel creare occasioni di dialogo. Un viaggio lungo l’Italia ci ha permesso di incontrare e ascoltare migliaia di lettori. Un'anticipazione dal mensile di giugno.

“La nuova frontiera del giornalismo live conquista i lettori e orienta le opinioni”. Cosi titolava un articolo della Stampa del 20 maggio scorso. Il collega, Christian Rocca, scriveva tra il resto che gli incontri con i lettori e «gli eventi live sono diventati una piattaforma distributiva da esplorare al pari della carta e del digitale, delle newsletter e dei podcast, e attraverso la quale veicolare i contenuti giornalistici».

Ho letto quest’articolo appena rientrata da un weekend nelle Marche, dove avevo incontrato un gruppo di lettori e amici di Città Nuova in un’intensa e coinvolgente giornata di dialogo su tanti temi legati ai nostri articoli e ai nostri libri: l’ennesimo di tali appuntamenti che in questi mesi ci ha portati a fare una sorta di Giro d’Italia con tappe in numerose città della nostra penisola (grazie ai tanti lettori che hanno preso sul serio la proposta fatta sul mensile di febbraio all’interno del Punto dal titolo “Parlate con noi”).

L’impegno a metterci in ascolto di chi ci legge – non per orientare le opinioni, semmai per condividerle – ha moltiplicato in maniera esponenziale le occasioni di incontro, ha stimolato intere comunità a non avere timore di esporsi su temi caldi e spesso divisivi, ci ha permesso di raccogliere critiche, suggerimenti, apprezzamenti, incoraggiamenti, idee e progetti da sviluppare. Se dovessi infatti dipingere Città Nuova in questo periodo, utilizzerei l’immagine di un laboratorio in grande effervescenza, all’interno del quale la capacità di sognare un futuro condito di innovazione si sposa con una progettualità concreta che, partendo dalle reali disponibilità, sprigiona le migliori energie possibili.

Il giornalismo live, dal vivo, si diceva. Niente di più appassionante, di più stimolante, anche se impegnativo non solo perché tanti weekend ci vedono sempre in viaggio, ma anche perché ci mette a nudo con domande non di rado scomode. Tutte occasioni per testimoniare che il dialogo è sempre possibile.

In uno di questi appuntamenti, una persona presente mi confidava: «Non sono abbonato a Città Nuova, ma mi ha spiazzato quando hai detto che la reazione ad alcune critiche ricevute, anziché porvi sulla difensiva, vi ha portato a mettervi in ascolto per comprenderne le ragioni». Sono occasioni, anche, per ribadire che Città Nuova, mensile e sito, ha adottato un metodo preciso per permettere il confronto.

Attenzione all’occhiello “opinioni”: sta ad indicare, appunto, che si dà spazio a pareri diversi nell’ottica del dialogo. Con la clausola, inderogabile, del rispetto delle persone nei toni e nei termini utilizzati. Clausola che vale a maggior ragione negli editoriali in cui, come testata, prendiamo posizione, cercando di ispirarci al Vangelo senza l’obiettivo che quanto scriviamo sia ritenuto “Vangelo”.

 

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