Il caso Aquarius sulla stampa internazionale

Il commento di alcune testate estere, a cominciare da quelle spagnole, sulla decisione del governo italiano di chiudere i porti alla nave con oltre 600 migranti raccolti in mare    
Ansa/Karpov/SOS Mediterranee

Nel fare la rassegna stampa internazionale sul caso Aquarius questa mattina, viene spontaneo partire dai quotidiani spagnoli: proprio la Spagna, infatti, ha deciso di aprire le sue porte agli oltre 600 migranti rimasti in una sorta di limbo – o di carcere, denunciano molti – in mezzo al mare.

Il principale quotidiano, El Paìs, parte con un articolo dal titolo abbastanza fattuale – e che peraltro non fa apertura, posizione riservata all’incontro tra Trump e Kim – «L’Aquarius e due imbarcazioni militari italiane trasferiranno i 629 migranti a Valencia». L’articolo riassume la vicenda, concludendone che «è contenta l’Italia, che mantiene la chiusura dei suoi porti, e contenta la Spagna, che risolve una crisi umanitaria» – riservandosi comunque di definire “xenofobo” il ministro Salvini poche righe più sotto. Nel dossier dedicato al tema El Paìs si chiede tuttavia «Ha diritto l’Italia di chiudere i suoi porti?», riconoscendo che «la situazione è più complicata di quanto sembri» in quanto coinvolge sia decisioni in capo ai singoli Stati che questioni regolate da accordi internazionali; ed esamina in un lungo articolo tutta la regolamentazione in materia con l’aiuto di esperti, uno dei quali, il docente della Luiss Roberto Virzo, conclude che «magari Italia e Spagna arriveranno ad essere i primi Paesi del Mediterraneo ad avere un accordo di ricerca e soccorso».

La testata ABC dà invece voce ad un medico a bordo della nave, David Beversluis, che descrive le condizioni sanitarie critiche a bordo: molti presentano sintomi di disidratazione, ipotermia, ci sono come risaputo donne incinte, tutte situazioni che non possono essere gestite a lungo senza sbarcare. Dà poi voce anche a Salvini con un articolo in cui questi «canta vittoria», ma fa spazio anche ai ringraziamenti del premier Conte al governo spagnolo. Non manca però di lanciare anche un allarme rispetto all’aumento degli sbarchi che generalmente avviene in estate, portando inoltre l’attenzione sulle condizioni di schiavitù di fatto che molti profughi dall’Africa subsahariana stanno vivendo in Libia.

E Malta? Lì c’è anche un quotidiano della comunità italiana, Il Corriere di Malta, che titola «Nello scontro tra Italia e Malta si fa avanti la Spagna: l’Aquarius approderà a Valencia», resoconto asciutto dei fatti. The Times of Malta (in lingua inglese) ad un articolo dai toni simili ne accompagna però un altro, «Malta offre assistenza medica ai migranti in nave», in cui si spiega come alcuni medici maltesi siano saliti a bordo per dare manforte. Si potrebbe pensare, insomma, che l’isola intenda dare l’impressione di non lavarsene del tutto le mani.

In Francia la notizia pare non aver avuto troppa eco, posizionata perlopiù in taglio basso o nemmeno in home page: Le Monde titola «Migranti rifiutati dall’Italia: la Spagna accoglie l’Aquarius nel porto di Valencia», ricordando come la portavoce della Commissione europea abbia parlato di «imperativo umanitario» riguardo al soccorso in mare. Atteggiamento simile anche sui giornali tedeschi: taglio basso e resoconto fattuale, con l’appello del portavoce del governo tedesco, Steffen Siebert, affinché tutte le parti in causa «si assumano le proprie responsabilità». Più critico da oltremanica il Financial Times, che parla di «tempesta migratoria» e stigmatizza i vari rimpalli di responsabilità; mentre il connazionale The Guardian titola «Il ministro italiano canta vittoria mentre la Spagna accoglie la nave dei soccorsi», e racconta i fatti enfatizzando in particolare le posizioni prese da Salvini e come i temi dell’immigrazione giochino un ruolo chiave nel cnsenso politico in Italia.

Qualche eco arriva anche oltreoceano: il New York Times titola «600 migranti bloccati in mare», e scrive che «il governo populista in Italia ha rifiutato l’approdo ad una nave di soccorso, poi accolta dalla Spagna». Una mossa definita «la prima vera prova di forza per Matteo Salvini» nel mantenere gli impegni presi in campagna elettorale; con l’assenso, osserva, del M5S, che sui temi dell’immigrazione non ha mai assunto posizioni nette prima del voto. E chiude ricordando una dichiarazione della Merkel fatta domenica: «L’Italia ha bisogno di una politica comune sull’immigrazione. Userò tutta la mia influenza per ottenerla».

 

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