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 «Amnistia! Indulto!». È il grido di battaglia della sigla di Radio Carcere in onda ogni martedì alle ore 21,00 su Radio Radicale.
Carcerati
«Amnistia! Indulto!». È il grido di battaglia della sigla di Radio Carcere in onda ogni martedì alle ore 21,00 su Radio Radicale. Al netto delle ideologie è uno dei pochi programmi che si occupano con passione di carcerati, per informare su giustizia penale e detenzione. Il grido sale alto perché la situazione carcerarie italiana è esplosiva: 68 mila detenuti a fronte di 45 mila posti branda disponibili. Il sovrappopolamento è l’effetto di un sistema giunto al collasso, che ha bisogno di riforme prima che i segnali, già preoccupanti (vedi le sommosse nei carceri di Parma, Bologna, Ancona, Foggia), diventino ingovernabili. In Radio Carcere, con persone competenti del settore, sindacalisti, direttori di carcere, giornalisti, si discute a ruota libera, come in un salotto senza conduttore, dei vari temi di attualità che tengono conto della macabra contabilità di quest’anno: oltre 180 morti in carcere, tra cui più di 60 suicidi dei carcerati, e 900 tentativi andati falliti.

 

E si suicidano anche le guardie carcerarie, sintomo di un disagio di tutta la categoria. Di certo il governo, è un percorso obbligato, si orienta a provvedimenti di clemenza che saranno, però, il solito palliativo, se non si mette mano a riforme consistenze quali, per esempio, l’allargamento delle pene alternative.

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