Una bici contro la povertà

"Bicycle against poverty" è il progetto nato nel 2013 per volere di Muyambi, un giovane ragazzo nato nella remota area di Kiyaga (Uganda) che all’età di 7 anni ha rischiato di morire di malaria. A salvarlo è stato un vicino di casa che possedeva una bicicletta e quel giorno ha pedalato per oltre 10 miglia per portarlo all’ospedale più vicino

Cambiare un Paese attraverso le biciclette, aiutare chi vive nelle zone più remote dell’Africa a raggiungere più facilmente e velocemente un mercato, la scuola, una fonte di acqua potabile o l’ospedale, è questo l’obiettivo di Muyambi, un giovane ragazzo nato nella remota area di Kiyaga, in Uganda, e che deve la propria vita proprio a una bicicletta. All’età di 7 anni, infatti, Muyambi ha rischiato di morire di malaria. A salvarlo è stato un vicino di casa che per fortuna possedeva una bicicletta e proprio grazie a questo mezzo di trasporto così semplice è riuscito ad arrivare, ormai in fin di vita, all’ospedale più vicino.

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Dieci miglia di distanza, un percorso lunghissimo e faticoso da percorrere a piedi e che probabilmente sarebbe costato la vita al ragazzo, a salvarlo è stata quindi una bicicletta. Per questo, arrivato negli Stati Uniti nel 2007, dopo aver vinto una borsa di studio, Muyambi ha deciso di creare la start up “Bicycle against poverty” (Una bici contro la povertà), per distribuire le bici in quei Paesi dove gli spostamenti sono più difficili, soprattutto a causa della povertà e del territorio, migliorando lo stile di vita delle persone. Ad aiutarlo nel progetto c’è Molly Burke, una ragazza americana incontrata all’università, che lo ha seguito in Uganda.

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«Le biciclette sono sinonimo di libertà, emancipazione, opportunità», affermano i due ragazzi. Secondo i loro studi, infatti, le biciclette portano a un aumento del 35% del reddito annuo: con una bici le distanze si accorciano, si possono trasportare acqua e cibo molto più velocemente e questo vuol dire anche in maggior quantità, i contadini raggiungono in minor tempo i mercati lontani, si dà poi la possibilità a più ragazzi di frequentare le scuole che spesso distano alcuni chilometri dai villaggi e ai medici di raggiungere più velocemente i pazienti. Il costo di ogni bici è di 100 dollari rateizzabili, ma sono molti i villaggi che hanno deciso di impegnarsi nella spesa per migliorare le proprie condizioni.

Grazie alla start up ad oggi sono state distribuite oltre 2500 biciclette in più di 40 paesi del nord dell’Uganda, ma l’obiettivo è di aumentare e allargare la distribuzione in tutto il Paese.

Info: http://bicyclesagainstpoverty.org/

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