“Una bambinata”? Ma mi faccia il piacere!

Il sindaco di Pimonte, in Campania, ha minimizzato un grave fatto di cronaca avvenuto nel suo paese dove un gruppo di minorenni ha fatto violenza su una ragazzina di 15 anni. Oltre alle dimissioni del primo cittadino, invocate da molti,dobbiamo interrogarci sulla responsabilità della nostra cultura
ANSA/CESARE ABBATE

Visto che i luoghi di Totò non solo lontani dai luoghi della “cronaca”, ci permettiamo usare una tipica espressione del Principe De Curtis, magari immaginando la sua “maschera” espressiva conseguente. Certi fatti di cronaca, chissà perché, se ti trovano vicino – ero in una breve “vacanza” nella costiera amalfitana – assumono una rilevanza maggiore. Ma veniamo ai fatti: un anno fa a Pimonte comune del Parco dei Monti Lattari, poco distante da Castellamare di Stabia, vi fu uno stupro di gruppo di una 15enne da parte di un branco di 12 minorenni, che “troppo presto” sono tornati a piede libero nel paese, mentre la giovane di cui hanno crudelmente abusato per settimane è costretta ad andarsene per non doverli incontrare per strada, con una doppia ferita. Già questo dovrebbe bastare per indignarsi e irritarsi, mentre il sindaco del comune campano ha avuto l’infelicissima idea di definire l’episodio “una bambinata”.

Secondo la Treccani la parola “bambinata” viene definita: «Azione, discorso da bambini». Pur essendo abbastanza distante da quella verde età, mi ricordo che bambinate poteva essere il rubare la famosa marmellata, per me le patatine fritte che mamma toglieva dalla padella, ma non ricordo affatto che approfittare con violenza di una ragazzina è parsa una bambinata….

Non vorrei essere nei panni del sindaco di questo paese che si estende dalla più famosa Gragnano, per andarsi ad incuneare nei paraggi della Costa di Amalfi, patrimonio dell’Umanità. Sicuramente le sue orecchie usando una solita e nota parafrasi saranno fischiate come non mai. Ma qui ci vuole: “chi è causa del suo mal……..”

Ma non si può liquidare questa storia con una semplice raccolta di firme per farlo dimettere, cosa che su web sta già avvenendo e che più di qualcuno definirà opportuna. Quella che occorre far dimettere è quella mentalità maschilista che giustifica qualunque cosa che capita ai successori di Adamo (a cui “purtroppo” appartengo) nei confronti delle discendenti di Eva. E queste dimissioni non sembrano mai arrivare se solo si pensa che il famoso e famigerato delitto d’onore è stato depenalizzato solo con la legge  n. 442 del 5 settembre 1981!!!

Senza facili preconcetti e pregiudizi di facile presa cronachistica è bene rilevare che ci sono terreni più fertili “culturalmente”( chiedo perdono alla cultura….) dove un certo sessismo e maschilismo sono più radicati e pullulano ancora, pur segnalando ad onor del vero che in tutto l’italico stivale prospera indisturbato. Ma occorre anche dire che se questo fenomeno è abbastanza pre-moderno, oggi vi sono altre concause come i maggiori  luoghi della criminalità, lo spazio urbano, la questione della sicurezza i cambiamenti della convivenza urbana, l¢ emarginazione e isolamento nella società globale. E’ bene anche dire senza facili “sociologismi” che la violenza maschile sulle donne una vera e propria emergenza sociale e dimostra che la violenza contro le donne è endemica, tanto nei paesi industrializzati quanto in quelli in via di sviluppo. Tale fenomeno, infatti, è legato al ruolo che tradizionalmente è riconosciuto alla donna nella società e nella cultura a dominanza maschile, sia dentro che fuori le mura domestiche, per ragioni di ordine storico, sociale o culturale. La violenza di genere, quindi, non è solo un fenomeno sociale, legato a ruoli e comportamenti che la società stabilisce per i due sessi, ma è anche un fenomeno culturale, in forza del quale il sesso femminile è uno dei fattori socio-ambientali, che possono dar luogo ad una predisposizione specifica delle donne a subire certe aggressioni e a diventare soggetti passivi di certi reati.

Ecco perché caro sindaco che si dimetta o meno noi non siamo d’accordo sulla bambinata e le tue scuse, ci scusi, arrivano tardi e male

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