Autostima

Mio figlio inizia quest’anno le scuole medie e ho un po’ timore che le insegnanti possano essere più preoccupate dei programmi e delle nozioni piuttosto che rispettare i tempi dei ragazzi. Mi chiedo se per un bambino timido, com’è lui, ciò alla fine non influisca negativamente sulla sua autostima, rendendo il suo percorso scolastico più difficoltoso . Laura – Grottaferrata (Roma) Penso che sia opportuno intendere bene il concetto di autostima. Negli Usa degli anni Sessanta nacque un vero e proprio movimento, per opera di Stanley Coopersmith, secondo cui l’autostima era cruciale per l’educazione dei figlioli, e tra i principali doveri di un educatore o di un terapeuta c’era quello di sostenere fortemente l’autostima. Ora, ritengo che sia da sostenere senz’altro l’autostima fondata e giustificabile, che ha a che fare con l’apprendimento e l’esercizio di qualità umane che permettano di andare d’accordo con altre persone, ad esempio sul lavoro, a scuola, o nello sport, ecc.; ma non quella infondata e arbitraria che porta i ragazzini a fare propri slogan tipo I am special (Io sono straordinario). La crescita e la diffusione di questo pensiero ha portato talvolta nelle scuole all’eliminazione dei test di intelligenza e dei voti per paura che i ragazzini con valori o voti bassi possano sentirsi a disagio, ha deprezzato sempre più una sana e giusta competizione tra i giovani, inducendoli a non prendere in degna considerazione il lavoro duro e impegnativo. È sbagliato privilegiare soltanto un aspetto dell’autostima, quello del sentirsi bene, trascurando quello più importante del fare bene. Infatti il sentimento di autostima è un effetto del fare bene le cose, dell’acquisire padronanza su di esse, ed una volta che si è instaurato in un bambino, suscita ulteriori successi, i compiti si assolvono più agevolmente oppure le sconfitte non lasciano il segno, gli altri bambini sembrano più amichevoli. Non c’è dubbio che avere un’alta stima di sé produce sensazioni gradevoli, ma tentare di acquisire direttamente l’aspetto emotivo dell’autostima e cioè il sentirsi bene, prima di acquisire un buon rapporto con il mondo, significa confondere profondamente i mezzi con il fine. Riguardo a suo figlio, come mamma lo può sostenere, facendogli sentire il suo appoggio e la sua stima in lui che non dipende dal buono o dal brutto voto perché ciò che più conta è l’impegno e il desiderio di migliorarsi. pasquale.ionata@tiscali.it

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