Antonio e Cleopatra secondo Tiago Rodrigues

Il regista portoghese rilegge in maniera originale la tragedia di Shakespeare con due soli attori che raccontano l’uno dell’altra con la reiterazione delle parole. Al festival Short Theatre di Roma

 

Tragedia della passione amorosa e di come un sentimento, malato e parossistico, può condurre all’appannamento del giudizio, del valore, del calcolo politico, ha per protagonista un condottiero, anzi un triunvirato, e una regina egiziana, che sono però, soprattutto, un uomo e una donna. Antonio e Cleopatra di Shakespeare è, quindi, principalmente, una tragedia d’amore che si intreccia con la sua ineluttabilità alla ineluttabilità della storia. E pur essendo un testo per molti aspetti corale, nella sua storia contano i singoli.

Privato di tutti i connotati mitici del testo classico, è tutto giocato nella sua dimensione privata lo spettacolo del portoghese Tiago Rodrigues – attore, drammaturgo, regista, e direttore artistico del Teatro Nazionale di Lisbona – che ha aperto il festival Short Theatre a Roma. La sua chiave è proprio quest’occhio intimo, questa sfrenatezza incosciente, questa speranza che la passione possa fermare, con la sua vitalità, la decadenza e la fine. Due solo gli interpreti, Vítor Roriz e Sofia Dias, su una scena-fondale leggermente maculata sulla quale oscilla, sospesa, un’enorme scultura ripresa da Calder. Alla coppia sono affidate le parole riscritte e rimodellate come suono che raccontano, con una costante ripetitività dei nomi dei protagonisti, la storia scespiriana in cui Roriz riferisce il punto di vista di Cleopatra e Dias esprime il punto di vista di Antonio secondo una cronologia drammaturgica. Ognuno descrive l’altro, il suo pensiero, le sue parole, le sue azioni.

Pochi gesti scolpiti nell’aria, e brevi passaggi musicali provenienti da un vecchio giradischi, della colonna sonora del celebre film Cleopatra (1963), di Alex North, con l’allora storica coppia Elizabeth Taylor e Richard Burton. La reiterazione delle parole, intervallate spesso dal dire, lei di lui e viceversa, i due moti del fiato “respira” e “inspira”, creano, insieme alla magia del suono della lingua portoghese, una sorta di loop sonoro. I due parlano quasi sempre al pubblico muovendosi e gesticolando appena, spostandosi a tratti, sostando per bere. A tratti si guardano, si avvicinano, si sfiorano, ma mai, pur descrivendo il loro stringersi e amarsi, si toccheranno. Si accarezzeranno solo le loro ombre. Rodrigues costruisce una sorta di sceneggiatura cinematografica con questo dialogo avvolgente, fortemente evocativo, denso di reminiscenze, riportando il dramma scespiriano al nostro presente. Una messinscena che, progressivamente, ci cattura grazie alla superba prova dei due interpreti.

“Antonio e Cleopatra”, testo Tiago Rodrigues, con citazioni da Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, regia Tiago Rodrigues, con Sofia Dias e Vítor Roriz, scenografia Ângela Rocha, costumi Ângela Rocha, Magda Bizarro, disegno luci Nuno Meira. Produzione TNDM II dalla creazione originale della compagnia Mundo Perfeito, coproduzione Centro Cultural de Belém, Centro Cultural Vila Flor, Temps d’Images. A Roma, Short Theatre, festival in corso fino al 15/9.

 

Leggi anche

I più letti della settimana

Altri articoli

Simple Share Buttons