Al via la cattedra ecumenica

Un ricordo, emblematico, dell'opinione che Athenagoras aveva di Chiara Lubich e dei Focolari: lo racconta Gennadios Zervos, Metropolita d’Italia e Malta per la Chiesa Ortodossa, in occasione della prolusione pronunciata nell’auditorium di Loppiano il 14 dicembre, nella serata inaugurale della Cattedra ecumenica Athenagoras-Chiara Lubich. Un grande passo nel solco di un percorso profetico tra Chiesa cattolica e ortodossa
Gennadios Zervos e Piero Coda

«Athenagoras mi fece chiamare e trattenne me, un semplice Archimandrita, per un lungo colloquio: una cosa inusuale. Per un minuto parlò di me, per tre minuti di Paolo VI e per 41 minuti del ruolo e dell’importanza del Movimento dei Focolari e di Chiara Lubich, che – mi diceva – “è una grandiosa personalità, che tanto contribuirà ai nuovi tempi”».

Un ricordo emblematico quello portato da Gennadios Zervos, metropolita d’Italia e Malta per la Chiesa Ortodossa, in occasione della prolusione pronunciata nell’auditorium di Loppiano il 14 dicembre, nella serata inaugurale della Cattedra Ecumenica Athenagoras-Chiara Lubich. Un grande passo nel solco di un percorso profetico per le “chiese sorelle”, cattolica e ortodossa, per l’Istituto Universitario Sophia fattosene promotore, per il dialogo ecumenico mondiale e la cittadella dei Focolari di Loppiano, nel cuore di una Toscana mai avara nella storia di cruciali occasioni di unità.

Athenagora e Chiara Lubich
Athenagora e Chiara Lubich

Una tappa radicata in uno storico incontro, alla luce di un sogno di unità antico ma dai risvolti attualissimi: quello del 1967, avvenuto tra il «Patriarca ecumenico Athenagoras e Chiara Lubich, pionieri del cammino ecumenico e profeti della bellezza e della festa dell’unità, alla cui sempre viva memoria, generatrice di storia nuova, è dedicata questa Cattedra», come ha sottolineato il preside di Sophia, Piero Coda.

Un passaggio benedetto dai saluti calorosi inviati da papa Francesco e dal patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, in occasione del quale il cardinale Giuseppe Betori, gran cancelliere dell’Istituto Sophia, arcivescovo di Firenze, ha richiamato quel Concilio di Firenze del 1439 che avrebbe dovuto porre fine al grande scisma medioevale fra la Chiesa di Roma e quella d’Oriente, evidenziandone con rammarico l’ancora colpevole incompiutezza,  nonostante sia palese «il contributo dell’ortodossia alla conoscenza dell’Oriente e allo stesso umanesimo, il quale senza quel concilio sarebbe stato altro».

Un’accorata speranza di rinnovata unità espressa autorevolmente con il messaggio rivolto per l’occasione anche da don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, il quale ha accolto l’istituzione della Cattedra come una felice intuizione, «non essendoci più ragioni plausibili per perpetuare divisioni che, pur avendo un fondamento storico, non hanno però nessun significato agli occhi del mondo e, soprattutto, non ne hanno di fronte agli occhi di Dio: il che, se vogliamo, è ancora più grave».

Tracciando le più importanti tappe degli ultimi decenni di avvicinamento fraterno, Zervos, cui si deve la stessa proposta dell’istituzione della Cattedra, ha rimarcato nella sua prolusione il tenace ruolo di Atenagoras, Chiara Lubich e Paolo VI, «la triade dei protagonisti della riconciliazione tra Roma e Costantinopoli. Forse non tutti sanno – confida in proposito – che il grande patriarca di gloriosa e venerata memoria aveva dato a Chiara, per il suo zelo apostolico, un nome nuovo: quello di Tecla, della santa protomartire e isapostola, della discepola dell’apostolo delle genti, Paolo.

«Negli Ortodossi e nei Cattolici che partecipano agli incontri – continua Zervos – nasce la convinzione che l’ecumenismo deve diventare una realtà vissuta; deve diventare coscienza dei fedeli in ogni parrocchia, in ogni famiglia; deve diventare vita di ogni persona. L’obiettivo è diventare apostoli e testimoni dell’unità, contribuire alla realizzazione del supremo testamento di Gesù “che tutti siamo una cosa sola”, che è il messaggio che Atenagoras e Chiara vivono per primi e che trasmettono a ogni persona.

L’istituzione della Cattedra, di cui sono co-titolari il prof. Piero Coda e sua eminenza Maximos Vgenopoulos, metropolita di Selyvria, assume una particolare rilevanza culturale e sociale sullo sfondo di una crisi internazionale degli equilibri politici, sociali e religiosi nel Vicino e Medio Oriente. L’intero percorso di lezioni qualificate dell’anno accademico 2017/2018 si svolgerà nel mese di marzo a Sophia, declinando il tema “L’ecclesiologia della Chiesa Ortodossa e il cammino del dialogo ecumenico con la Chiesa Cattolica”.

Informazioni più dettagliate su date, intenti e programma sono disponibili cliccando qui.

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