Agevolando i ragazzi “fuori famiglia”

L'associazione Agevolando porta avanti un progetto per i care leavers, i giovani che, compiuti 18 anni sono costretti a lasciare i centri in cui sono stati accolti e imparare a essere autonomi

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Diventare adulti in fretta, essere catapultati nel mondo, imparare a cavarsela da soli. Sono le sfide che, al compimento della maggiore età, devono affrontare i care leavers, ragazzi e ragazze cresciuti “fuori famiglia”, allontanati da essa a causa di negligenze o maltrattamenti, o anche stranieri arrivati in Italia da soli, ancora minorenni. Per questi giovani – circa tremila ogni anno in tutta Italia – compiere 18 anni vuol dire essere costretti a lasciare i centri in cui sono accolti e imparare ad essere autonomi.

Sono ragazzi che entrano a far parte della percentuale di giovani disoccupati ma, non avendo una famiglia alle spalle, sono a rischio di esclusione sociale, marginalizzazione, delinquenza. Vivono la difficoltà di trovare un’autonomia abitativa e spesso l’università rappresenta una tappa impossibile da raggiungere. A ciò si aggiungono le problematiche personali dovute alle situazioni di vulnerabilità e fragilità da cui provengono.

Per promuovere e favorire la piena autonomia dei care leavers, nel 2010 nasce a Bologna “Agevolando”, un’associazione fondata per accompagnare i ragazzi, in affido o in comunità, verso la maggiore età. L’associazione è frutto dell’iniziativa di alcuni giovani che, avendo vissuto un’esperienza di accoglienza “fuori famiglia” (in comunità, affido, casa-famiglia), vogliono offrire un supporto ad altri ragazzi nel momento in cui escono dai percorsi di tutela. Attualmente sono circa 150 i soci di Agevolando, tra i quali circa 50 sono ex-ospiti di comunità per minorenni e/o di famiglie affidatarie. Sul territorio nazionale sono presenti principalmente in Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige, Sardegna, Veneto, Lombardia, Puglia, Campania e Piemonte.

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L’obiettivo è incoraggiare la partecipazione attiva dei ragazzi, cercando di farli diventare autonomi dal punto di vista abitativo, lavorativo e relazionale. In quest’ottica, l’associazione li aiuta a trovare una casa con canone d’affitto agevolato, insegnando loro ad orientarsi nel complicato mondo della burocrazia, delle pratiche relative alla casa, al lavoro, ai documenti personali; fornisce sostegno e incoraggiamento per il completamento degli studi nelle scuole superiori o per il superamento degli esami universitari; li aiuta a trovare un lavoro attraverso una rete di imprese “inclusive”; garantisce un affiancamento – fatto di ascolto, amicizia, prossimità – da parte dei volontari e cerca di rafforzare le capacità dei giovani di gestire e superare le difficoltà quotidiane.

Tra le iniziative, c’è il Care leavers network, una rete nazionale composta da gruppi di ragazzi, facilitati da professionisti, che discutendo ed elaborando il loro percorso fuori famiglia e il cammino verso l’autonomia, formulano proposte rivolte ai professionisti e alle istituzioni.

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“Casa dolce casa” è uno dei progetti che l’Associazione Agevolando promuove per favorire l’autonomia abitativa, lavorativa e personale dei giovani. Un’iniziativa che offre opportunità abitative economicamente accessibili, nella logica dell’housing sociale. L’esperienza, a tempo determinato, può durare da 6 mesi a un anno e avvia i care leavers a sperimentare la propria autonomia, a imparare a gestire l’aspetto economico della vita, a sviluppare, tra coinquilini, relazioni di amicizia, condivisione e aiuto reciproco. Ogni ragazzo può contare sul supporto di un referente esterno, un volontario dell’associazione, che rappresenta un punto di riferimento per gli inquilini. Anche tra gli ospiti dell’appartamento viene individuato un referente interno, con compiti di responsabilità nella gestione della casa. Attualmente Agevolando gestisce 12 appartamenti in tre province (7 a Bologna, uno a Trento, uno in provincia di Ravenna in collaborazione con Opera Giovanni XXIII e Cooperativa Conoscenza e Dialogo, e 3 a Lido Adriano) nei quali può accogliere fino a 35 ragazzi. In 5 anni sono stati 73 i ragazzi che hanno beneficiato di questo progetto.

Nella sede di Trento molte sono le iniziative: si organizzano laboratori di storytelling, percorsi di formazione e il progetto di co-housing “Casa Olmi”, un appartamento co-gestito da Comunità Murialdo Trentino Alto-Adige e Agevolando nell’ambito del progetto “Mi casa mi vida”. Ci sono 4 posti a disposizione dei ragazzi, che dal 2016 hanno avuto l’opportunità di vivere insieme, condividendo spazi, esperienze e percorsi di vita.

Da due anni Massimo, nato a Trento, e Mamadou, originario del Gambia, vivono insieme a Casa Olmi. Come funziona la vita all’interno dell’appartamento? Si stabilisce come compartecipare alle spese, ci si organizza per i pasti e le pulizie. Un esperimento riuscito, come testimoniano i due giovanissimi ospiti sul sito dell’associazione. Mamadou scrive: «Se non fossi entrato in questa casa, avrei dovuto vivere in un dormitorio. Sono sicuro non avrei mai potuto trovare un lavoro e cambiare vita».

Massimo commenta: «Vivere con altre persone mi ha aiutato a essere meno rigido e più flessibile. Con persone molto diverse da te sei costretto a trovare ogni giorno dei compromessi! Io potevo scegliere di chiudermi in camera e fare la mia vita, ma avrei perso un’occasione. Mettersi in gioco e imparare a vivere con altri ti arricchisce e ti aiuta ad acquisire competenze che possono tornare utili anche nel mondo del lavoro, o in altri ambiti».

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