Addio neve, addio sci

La progressiva scomparsa dei ghiacciai e la ridotta durata della stagione invernale mettono in crisi il turismo basato sugli sport invernali

Fino a qualche anno fa, se durante l’inverno le nevicate erano scarse, gli operatori delle stazioni sciistiche parlavano di una stagione sfortunata. Da qui in avanti, invece, gli inverni brevi e con poca neve potrebbero diventare la regola, con un progressivo impatto negativo sulle settimane bianche frequentate da tanti appassionati delle piste da sci.

Il cambiamento climatico in atto, infatti, non lascia speranze: nei prossimi decenni gli sport invernali diventeranno quasi impossibili al di sotto dei 1200 metri di quota. Teniamo conto che un quarto degli impianti sciistici alpini sono situati a queste quote.

Se l’incremento delle temperature medie continuerà con la velocità attuale, anche a quote fino ai 2500 metri, e più su, si assisterà al fenomeno della copertura nevosa discontinua e imprevedibile, con riduzione di spessore dal 30 al 70%. Quindi, di nuovo, impossibilità di sciare, salvo che con la neve artificiale.

Davos

Lo studio della rivista The Cryosphere lascia pochi margini di dubbio: anche nell’ipotesi più favorevole, in cui gli accordi internazionali riescano a ridurre l’incremento di temperatura (previsto in 2 gradi centigradi), l’impatto di copertura nevosa ridotta e inverni più brevi sul turismo invernale sarà notevole.

A questo bisogna aggiungere che la progressiva scomparsa dei ghiacciai, già avanzata, causerà problemi anche di altro tipo: minore portata d’acqua di torrenti e fiumi, problemi di irrigazione per l’agricoltura in pianura, riduzione della portata dei bacini e delle dighe che forniscono energia elettrica. Insomma, se abbiamo voglia di divertirci con lo sci, diamoci da fare finché c’è neve.

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