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Italia > Società

Crescere aiutando a crescere

di Tamara Pastorelli

- Fonte: Città Nuova

Tamara Pastorelli


Un progetto per promuovere l’inclusione di bambini e ragazzi con autismo. Onlus Filo dalla Torre e IV Municipio di Roma insieme per l’iniziativa. I genitori dei ragazzi raccontano

Il filo dalla Torre

Racconta Katya: «L’idea è quella di promuovere una cultura diversa, dove i ragazzi con autismo possano diventare a loro volta educatori». Katya Folinoè una psicoterapeuta della Onlus “Il Filo dalla Torre”, che si occupa da anni di promuovere l’inclusione del bambino e del ragazzo con autismo, nei principali contesti di vita quotidiana.

 

Da qualche mese, è impegnata nel progetto “Crescere aiutando a crescere”, un progetto di inserimento lavorativo per i ragazzi con autismo, in collaborazione con il IV Municipio di Roma Capitale, all’interno di un finanziamento della Regione Lazio, per il bando “Bene in Comune”.

 

L’obiettivo del progetto è quello di attivare un’esperienza di tirocinio formativo, a favore di tre ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico, presso asili nido pubblici, all’interno del territorio del IV Municipio, e di elaborare, attraverso questa esperienza, delle buone prassi, che possano sostenere il complesso processo di inserimento lavorativo di giovani adulti con disabilità, attraverso un percorso specifico di tirocinio formativo.

 

«Grazie a questo progetto, abbiamo inserito tre ragazzi in due asili: uno di venti anni, uno di ventidue e un altro di ventisette. All’avvio del progetto, abbiamo promosso incontri formativi e informativi, sia con il personale educativo, che con le famiglie dei bambini degli asili nido. All’inizio, ci aspettavamo resistenza da parte dei genitori, invece abbiamo avuto grande disponibilità! Mi ha colpito molto una mamma che ha commentato: “Vi ringrazio perché permetterete a mio figlio di essere una persona migliore”. È bello lavorare con i bambini, perché è come piantare dei semini in una terra senza pregiudizi.»

 

Il progetto sta funzionando: «I ragazzi si trovano bene, tornano a casa contenti, sentono di poter “dare”. Il loro lavoro si svolge nelle diverse fasi della giornata: aiutano durante la merenda, accompagnano i bimbi a lavare le mani, durante il pranzo, si occupano di aiutare i bambini ad apparecchiare, a mettersi le scarpe, e poi partecipano ai laboratori. Sonocercati e riconosciuti nel loro ruolo dai bambini e dai genitori, che raccontano che i figli tornano a casa felici per la loro presenza. I tirocinanti sono pienamente coinvolti, partecipano agli incontri di coordinamento e con i tutor. Quando abbiamo chiesto ad uno di loro perché pensava che per lui sarebbe stata un’esperienza positiva, ci ha risposto: “perché io penso che dentro sono rimasto bambino, e i bambini questo lo sentono!”. Abbiamo cercato di valorizzare le attitudini di ciascuno.Filippo, per esempio, è molto bravo a drammatizzare le storie e incanta tutti!».

 

Cristina, la mamma di Filippo, è molto soddisfatta di questa esperienza: «I bambini si incantano, perché riesce ad imitare la voce di Pippo, Pluto, Alladin. Ad un certo punto, ha anche chiesto di poter fare qualcosa in più e, allora, i tutor gli hanno proposto di tenere un corso di teatro ai più piccolini. E lui: “ma poi non mi lasciate da solo, vero?”. Questa è una buona prassi, finalmente! Gli sta facendo tanto bene, molto più di tante terapie.»

 

Il progetto “Crescere aiutando a crescere” è finanziato ancora solo fino a dicembre. Poi, sarà il tempo della raccolta dei feedback, degli studi e di nuove proposte. Sperando che diventi presto una buona prassi da diffondere e imitare, magari a livello nazionale.

Riproduzione riservata ©

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