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Italia > Società

Pietà per i morti e per i responsabili dello scontro tra treni

di Emanuela Megli

- Fonte: Città Nuova

Il grande cuore dei pugliesi, la sofferenza e la solidarietà, non lasciano spazio alle polemiche sui social network e sui media dopo la tragedia avvenuta in provincia di Bari. Il dolore non si trasforma in odio, ma alimenta l’amore

 

Scontro tra treni in Puglia.jpg

Stiamo vivendo in queste ore con il cuore sospeso, per i nostri amici ancora in sala operatoria e in prognosi riservata e per i parenti delle vittime dell’incidente ferroviario, che hanno dovuto riconoscere i corpi dei propri cari. Prima che giornalisti, prima che opinionisti, prima che politici, prima… siamo persone, fratelli, amici di chi ha sofferto e sta soffrendo ancora.

 

Non c’è tempo né voglia di difenderci dalle accuse, dalle false attribuzioni di colpevolezza, dai giudizi di arretratezza, dalle strumentalizzazioni politiche… volontarie e non. Abbiamo messo prima il cuore, prima di ogni cosa, prima di sapere quante vittime si sarebbero contate, prima di sapere di finire sulla stampa internazionale, i volontari, i medici, i familiari erano lì, sul luogo denominato dell’Apocalisse, per vivere con il cuore questo evento.

 

Prima di avere il tempo e la voglia di spiegare che questo si chiama senso di comunità, che questo è il bello del Sud Italia, che questo è calore pugliese, il nostro cuore pulsante si è messo in moto e ha accelerato il ritmo, per scaldare di più, per battere anche per quei cuori che avevano smesso di farlo.

 

Ci sarà il tempo per le riflessioni. Ci sarà il tempo delle responsabilità, ma il cuore ora chiede di coprire anche l’errore, e di piangere sia con chi ha pagato in prima persona sia con chi ha sbagliato, dilaniato internamente da quello sbaglio che ha interrotto la vita dei propri amici e compaesani.

 

Questo raccontano le storie dei coratini e degli andriesi che parlano sui propri blog, che amano e soffrono per questa terra così com’è, pur nella fatalità di un episodio tanto drammatico. Un grido di speranza che dice di non voler cedere all’odio e di non voler fermare l’amore di un cuore che quando c’è la difficoltà batte ancora più forte, più all’unisono, per guarire la ferite e sperare in mondo migliore.

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