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Persona e famiglia > Educazione

Buona scuola: Invalsi no

di Daniela Innocenzi

- Fonte: Città Nuova


Le prove non tengono conto degli alunni con bisogni educativi speciali. Né valutano il percorso didattico svolto dall’insegnante durante l’anno

scuola

Carissima collega, ammiro la tua positività e condivido al pieno che senza aspettare la riforma perfetta bisogna in qualche modo tirare fuori il positivo da quello che abbiamo a disposizione; tuttavia ho un punto di vista diverso che nasce proprio dal mio vivere fra i banchi di scuola ogni giorno e dal mio tentativo di tirare fuori da ogni alunno il meglio di sé. Oggi assistiamo ad un fenomeno particolare, il forte aumento di alunni con bisogni educativi speciali e con disturbi specifici dell'apprendimento, da qui tutta la didattica inclusiva che mette al centro la persona e cerca da ciascuno di tirare fuori il massimo di cui può dare in un'ottica di inclusività.

 

Ogni anno scolastico mi ritrovo a stilare così Piani Didattici Personalizzati, a individuare percorsi individuali e ogni giorno io non insegno dando a tutti le stesse cose ma a ciascuno quello di cui ha bisogno, utilizzando procedure e percorsi per ciascuno diversi. Questo è un lavoro faticoso, esige impegno e costanza da parte mia perché ciascun alunno sia rispettato nella sua individualità e nel suo specifico modo di apprendere. Poi ad un certo punto arrivano le prove Invalsi, standardizzate, uguali per tutti, dalle quali i bambini con disturbo specifico sono esclusi, come lo sono gli alunni con sostegno.

 

Prove Invalsi che non tengono per nulla conto della persona e così alunni con bisogni educativi speciali che nel corso di tutto l'anno hanno eseguito prove di valutazione tarate appositamente per loro si ritrovano a dover affrontare una prova che potrebbe essere persa in partenza con un conseguente danno per l'autostima. Le prove Invalsi non sono inoltre in grado di valutare il percorso didattico che io ho portato avanti come insegnante, stabilendo un punto di partenza e un punto di arrivo che per ciascuno può e deve essere diverso.

 

Una frase che la dice lunga sulle prove Invalsi è questa: «Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l'intera vita a credersi stupido». Questa frase è di Albert Einstein che soffriva di dislessia e sai… non credo che lui alla scuola Primaria avrebbe superato le prove Invalsi.

Riproduzione riservata ©

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