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Persona e famiglia > Famiglia

Elio Fiorucci. La convivenza armoniosa di un genio creativo

di Beatrice Tetegan

- Fonte: Città Nuova


Scomparso lo stilista che ha trasformato San Babila, a Milano, in una “Carnaby Street”.  «Fu Andy Warhol  a farmi riflettere sul fatto che la contemporaneità, con le sue luci al neon che illuminavano New York a giorno anche durante la notte, avesse messo fine per sempre ad un mondo solo in bianco e nero»

elio fiorucci

È morto il 20 luglio, nella sua casa di Porta Venezia, all’ età di 80 anni, il genio creativo della moda italiana, Elio Fiorucci, ma la mancanza, il senso di vuoto, lo si avvertiva già nel 2003, quando, passando nella Galleria Passarella , non si vedevano più’ i colori fluo, i gadget pop, le luci, la geniale trasgressione  che  aveva trasformato , sin dal 1967, “San Babila” in “Carnaby Street”. Fiorucci apriva in altra sede il nuovo brand “Love Therapy”. Milano rimpiangeva il primo concept-store italiano, cuore dello stile, pieno di sorprese e novità che arrivavano da Londra e da New York. Mi ricordo il negozio un po’ “kitsch”, centro culturale della gioventù’ milanese, tutto trasparente, con le luci da sfondo fotografico, l’impianto musicale curato da Cesare Fiorese, il restyling di Keith Haring del 1984, i graffiti, la sinestesia di sensazioni fortissime che hanno shocckato la Milano conservatrice dei classici negozi di lusso della città della moda più’ prestigiosa al mondo. Era l’espressione estrema di ironia pop, di Hamilton,  Warhol,  Lichtenstein, di gioia di vivere, di street –style, di pluralità di suggestioni e varietà di architetture, con macchine monumentali, maxi-frigo, cartoons.                                                                                                                          

Per Fiorucci è Milano capitale del pensiero, della bellezza, dell’anima, della genialità, di Leonardo ma, negli anni ’80, apre un negozio anche a New York, disegnato da Ettore Sotsass e un altro a Londra. Andy Warhol, amico di Elio Fioruci, colpito dallo stile del brand sceglie la sua vetrina per il lancio newyorkese del suo giornale “Interview”. “Fu Andy Warhol- ricorda Elio Fiorucci- a farmi riflettere sul fatto che la contemporaneità, con le sue luci al neon che illuminavano New York a giorno anche durante la notte, avesse messo fine per sempre ad un mondo solo in bianco e nero”. Nel 1981 nasce la collezione di T-shirt e felpe con immagini di Walt Disney.                                                                                                                                                                                                                                                            Quando Du Pont lancia la Lycra, Fiorucci la unisce al Denim e inventa i suoi jeans stretch famosi nel mondo. Questa rivoluzione fu possibile dopo l’invenzione di Mary Quant e delle sue minigonne e dopo la trasformazione culturale che avrebbe liberato il corpo da certe ipocrisie borghesi. Nonostante queste trasgressioni, nell’ intervista a Giovanni Orso, Fiorucci afferma la profonda coincidenza tra etica ed estetica specialmente nella moda, a torto considerata solo frivola e superficiale.                                                                                                                                                                                        A Patrizia Vacalebri spiegava la genesi di questo interesse spirituale, a seguito dell’esperienza drammatica della seconda Guerra Mondiale che ha provocato per reazione le scelte di valori nuovi, di libertà, di pace, di libero pensiero, senza vincoli politici di destra o di sinistra. «Non si tratta di un sogno dettato dall’ emozione del momento ma di un progetto globale che parte da una profonda analisi dei tempi. Ci vuole coerenza per poter cambiare. Il pianeta trasmette inequivocabili segni di sofferenza. Cerchiamo allora di tradurre in un codice deontologico le regole di una convivenza armoniosa».

I funerali celebrati saranno celebrati mercoledì 22 luglio da don Mazzi nella Basilica di San Carlo in Corso Vittorio Emanuele , di fronte allo storico negozio dello stilista.                

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