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Cultura > Arte e Spettacolo

La solitudine di Laura Antonelli

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Laura Antonelli foto di Gawain78

Quarantaquattro sono i film di Laura Antonelli, icona sexy degli italiani nel 1973, quando recitò in Malizia di Salvatore Samperi – film che ha incassato 6 miliardi di lire – e poi ancora nel filone erotico o comico sino agli anni Ottanta, quando anche è nel cast di Grandi Magazzini con Diego Abatantuono.  

 

Aveva però anche lavorato con Visconti ne L’Innocente, con Chabrol in Trappola per un lupo, in Passione d’amore di Ettore Scola, e ricevuto premi come il Nastro d’Argento e il Globo d’oro come miglior attrice. Questa la fama di Laura Antonaz, nata a Pola 73 anni fa e scomparsa oggi, dopo anni di sofferenza economica e psichica, che aveva sollecitato l’amico Lino Banfi nel 2013 ad un appello per alleviarne le sofferenze. Dal 1991 infatti Laura aveva iniziato una vita “in discesa”: arrestata per possesso di cocaina, rovinata da un “restauro” facciale, in preda alla depressione.

 

Se ne va un sogno degli italiani degli anni Settanta–Ottanta, una ragazza non bellissima, ma che funzionava sullo schermo, che era stata profuga e aveva iniziato dal basso con fotoromanzi e particine. Dopo la gloria fulminante, l’improvvisa parabola discendente con le infinite vicende giudiziarie e la malattia. Un destino diverso dalle altre bellezze istriane come Alida Valli e Sylvia Koscina, e che perciò desta  tenerezza.

Riproduzione riservata ©

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