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Ambiente > Animali

Nemici per la pelle

di Letizia D’Avino

- Fonte: Città Nuova

cane

Continuiamo la nostra carrellata tra i nemici per la pelle dei nostri amici a quattro zampe. Oltre a pulci e zecche anche i pidocchi possono colonizzare i peli dei nostri beniamini. Si tratta di insetti privi di ali, che si nutrono di sangue o anche solo di peli e detriti della cute, si annidano soprattutto dietro le orecchie e alla base della coda e come capita per noi uomini si evidenziano più facilmente le uova, biancastre, visibili ad occhio nudo e attaccate al pelo che non gli adulti. La loro presenza è spesso associata a prurito più o meno intenso a seconda della gravità dell’infestazione e spesso a dermatiti croniche talvolta associate ad alopecia, escoriazioni, papule e croste. A differenza di pulci e zecche però sono specie specifici e cioè non attaccano l’uomo, ma solo una particolare specie, infatti, il pidocchio del cane, per esempio, non colpisce il gatto e viceversa o quanto meno vi sopravvive solo per pochissimi giorni, mentre la vita media di un pidocchio sul suo ospite è di circa 30 giorni. Nell’arco del mese si svolge tutto il ciclo vitale di tale parassita senza che sia necessario alcun passaggio su ospiti intermedi. Si riscontrano su animali debilitati e tenuti in scarse condizioni igieniche e in presenza di sovraffollamento. Si trasmettono mediante contatto diretto o indiretto attraverso tappeti, coperte cucce o spazzole infestate. Poiché il loro habitat ideale è rappresentato dal pelo folto tipico della stagione invernale le infestazioni da pidocchi sono più frequenti nei mesi freddi che non nei periodi estivi. Per tali parassiti la prevenzione è effettuata con gli stessi antiparassitari usati per le debellare pulci e  zecche.

Flebotomi e zanzare sono invece, per ovvi motivi, parassiti non permanenti dei nostri beniamini. Sono insetti forniti di ali e capaci di coprire con il loro volo distanze più o meno lunghe. Sono vettori di diversi patogeni in grado di produrre malattie, alcune trasmissibili anche all’uomo. Tra queste la leishmaniosi patologia subdola per l’uomo e a volte molto grave per l’animale (può condurre anche alla morte). I flebotomi sono insetti molto piccoli (2-3 millimetri), non sono zanzare come erroneamente a volte si pensa e svolgono la loro massima attività all’alba, al tramonto e durante le ore notturne soprattutto nel periodo estivo. Di giorno, invece, si nascondono in zone ombreggiate. Le larve sono terricole (diversamente dalle zanzare che si sviluppano in ambiente acquatico) e prediligono materiale organico in decomposizione. Sono presenti in tutta la penisola con una maggiore concentrazione nelle aree della costa tirrenica e ionica e nelle isole maggiori. Data l’estensione delle zone infestate da flebotomi l’intervento con mezzi di lotta chimica è improponibile, ragion per cui sono auspicabili e raccomandabili alcune attenzioni:

prime fra tutte le misure igieniche volte a impedire la formazione di cumuli di immondizie o discariche scoperte, perchè possibili focolai di sviluppo di flebotomi;

la protezione dei nostri animali con idonei repellenti;

l’utilizzo di zanzariere a maglia molto stretta;

evitare che il nostro amico a quattro zampe soggiorni all’esterno di notte nella stagione calda, soprattutto in quelle regioni ove la malattia è particolarmente presente;

controllare periodicamente (possibilmente una volta l’anno), mediante controlli ematici specifici, l’eventuale contrazione dell’infezione anche in assenza di sintomatologia conclamata.

Le zanzare sono, come i flebotomi, insetti ematofagi (solo le femmine), ma a differenza di questi ultimi svolgono la maggior parte del loro ciclo vitale nell’acqua, a partire  dalle uova che dopo il pasto di sangue vengono deposte appunto in acqua. Solitamente, data la struttura delicata di questo insetto, è difficile che una zanzara punga un animale dal folto mantello, ma tendono a colpire le regioni prive di pelo: naso, padiglioni auricolari e ventre. Anche le zanzare sono vettori di diverse malattie tra cui la filariosi, una grave malattia responsabile di gravi quadri di insufficienza cardiovascolare che possono anche condurre a morte l’animale. La prevenzione va fatta con antiparassitari e repellenti da utilizzare sugli animali regolarmente, con insetticidi, zanzariere ed evitando di creare l’ambiente umido necessario allo sviluppo delle zanzare.

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