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Cultura > Arte e Spettacolo

Il Medioevo in viaggio

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Una delle immagini della mostra Il medioevo in viaggio

Chi, sulla scorta di pregiudizi illuministici duri a morire e ancora presenti nel pensiero diffuso da parecchi media, immaginasse il Medioevo come un mondo chiuso e arretrato, dovrebbe visitare questa straordinaria rassegna che Firenze, fino al 21 giugno, ospita  al Museo del Bargello, intitolata appunto “Medioevo in viaggio”.

Sono mercanti, pellegrini, crociati e guerrieri, re e papi, gente semplice e gente aristocratica che per i più svariati motivi percorrono monti e mari in un andirivieni pressoché ininterrotto.

Si va a Gerusalemme, a Roma o a Santiago de Compostela in pellegrinaggio, a piedi, portando il classico mantello con bordone, la conchiglia, la bisaccia e una sacca per reliquie, ben attenti a trovare uno specchio d’acqua per lavarsi e a sfuggire ai briganti che imperversavano per le strade. Si parte per la crociata, dopo aver fatto testamento, vestiti di spada e corazza e a cavallo, andando ad assediare città e porti, come dimostrano miniature e sculture. Ma si fanno anche viaggi di piacere, da parte di re e di nobili donzelle, vestiti riccamente, portai in processione – i re – per una incoronazione o per svagarsi, come nelle corti francesi ben dipinte dalle miniature, ovviamente con reliquiari preziosi, avori, e altarini portatili per la devozione personale.

Viaggiano i mercanti, a cavallo, con la borsa appesa alla cintura, i libri contabili nel baule e l’attenzione a scegliere le taverne migliori, dove non ci siano pulci nei letti o ladri di notte.

E vanno per l’Europa pure gli artisti, dalla Fiandra verso il Sud in particolare verso Spagna e Portogallo a lavorare per monarchi o nobili e ciò spiega la diffusione dello stile fiammingo nella penisola iberica e italiana.

Poi, ci sono i grandi viaggiatori come Marco Polo che scrivono il libro di ricordi e Il Milione è esposto in bella mostra.

Insomma, se vogliamo sapere qualcosa di più di questi ex “secoli bui” dobbiamo, prima che chiuda, andare al Bargello a passeggiare e a viaggiare con la fantasia  dietro un mondo pulviscolare in frenetico movimento, sfogliando il bel catalogo Giunti

Riproduzione riservata ©

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