Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Famiglia

Diario dalla Siria/58

di Maddalena Maltese

- Fonte: Città Nuova

Siria

In città i colpi di mortaio continuano incessanti. Stamattina padre Simon stava percorrendo il parco in bicicletta quando ha bucato la ruota e ha sentito il rumore, ormai ordinario degli ordigni che fendevano l’aria. A piedi e di corsa ha raggiunto la casa dei salesiani e ha visto macerie e feriti da tutte le parti, mentre i soccorsi si prodigavano per curare e indirizzare agli ospedali. “Abbiamo solo il momento presente. La vita è solo questo attimo e non di più e i pensieri ti assalgono…se non avessi bucato ora io sarei tra questi feriti”.

La precarietà e la paura sono la nostra costante. La tristezza e l’angoscia stringono il cuore di tutti perché l’esistenza cambia da un momento all’altro. Vedi Palmira. Un giorno hai la casa e il giorno dopo diventi uno sfollato perché una bandiera nera sventola sulla torre. Qui normalità e anormalità vanno a braccetto. Si sta faticosamente concludendo l’anno scolastico e in qualche scuola si è anche preparata una festa: non c’è gioia nell’aver raggiunto questi traguardi, ci si saluta piangendo perché si sa che all’inizio del nuovo anno tanti saranno partiti o saranno morti. Una famiglia si ostina a non partire. Lavorano in una scuola per bambini sordomuti: sono 40 gli ospiti di questi stanzoni risistemati. Non accettano questo occulto progetto che vuole cacciare i cristiani da un luogo millenario di residenza, dove ci sono le radici più vere del dialogo con l’Islam, dove con i musulmani si è amici e quindi si va avanti difendendo la ricchezza culturale e spirituale che nessun mortaio ha definitivamente cancellato. Le chiese cristiane sono tutte abbastanza distrutte o danneggiate e gli antichi manoscritti che vi erano conservati giacciono lì. Si è provato a salvarne qualcuno ma molti sono intrappolati dalle pietre. Ognuna di quelle che cade da questi edifici è un’imposizione di more, è come veder bruciato un pezzo della tua storia.

La mezzaluna rossa distribuisce pacchi di viveri, chi aveva un’azienda e ha perso tutto si è inventato un chiosco dove commercia verdure e cibo. Il commercio resiste, anche se i prezzi sono diventati altissimi. I farmaci ordinari ci sono ma per chi soffre di dialisi o tumore le cure non sono garantite: non si possono garantire le cure lunghe e costanti.

La bella notizia di oggi è che le tre campane del santuario di santa Tecla a Malula sono state recuperate e ora suonano al patriarcato latino di Damasco. Le chiese sono state saccheggiate e queste campane sono state recuperate con pazienza, forse dal mercato nero.

Ad Homs abbiamo commemorato l’anniversario di padre Franz: eravamo trecento e tra noi tanti sacerdoti. Le testimonianze sulla sua vita evangelica non finivano. Per ognuno di noi è stato davvero un testimone. Ora siamo preoccupati per padre Jaques Murad rapito in questi giorni: qualcuno dice che sia stato venduto all’Isis perché nel villaggio vicino al monastero c’è chi lo sta cercando disperatamente e c’è chi ha scelto di stare da un’altra parte. Sappiamo che è con lui un diacono che non ha voluto lasciarlo. Noi preghiamo uniti, preghiamo che questa follia termini, che ci venga restituita la nostra terra e la pace

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876