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Cultura > Arte e Spettacolo

Lachapelle dopo il Diluvio

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Earth Laughs in Flowers

Non si può dire che David Lachapelle sia soltanto un fotografo, per quanto dotato e celebre. C’è qualcosa di più completo nell’opera di quest’artista proteso ad una insaziabile voglia di bellezza. Ha rivisitato temi sacri e profani antichi e contemporanei, come nel 2006 il Diluvio michelangiolesco nella Volta Sistina in una serie monumentale di corpi e di spazi: visioni di una vitalità così esuberante da parere surreale.

Oggi, l’artista si fa espressione di una ricerca contro l’illusione della nostra civiltà “occidentale” e i suoi idoli. La serie Earth Laughts in Flowers (La Terra ride nei fiori, 2009-2011) “ritorna” al tema secentesco dei “quadri di fiori” che univa fiori e teschi, ossia la fine della bellezza. Lachapelle propone fiori turgidi e carnosi tra cellulari, bicchieri di vino rotti, una testa di plastica, una bambola spezzata…: il fulgore aggressivo del colore e della forma crede di illudere la fine, ma è in realtà la morte della bellezza falsa, artificiale. Così come le Nature morte (2009-2012) di volti frantumati dal distrutto Museo delle cere di Dublino: personaggi ritratti da Lachapelle, come DiCaprio o Madonna sono ridotti a frammenti inquietanti. L’artista accumula altri messaggi: la gigantografia di macchine sconquassate, le immagini di città metalliche. E’ la fine dell’umanesimo che ci attende?

Bisogna dunque andare in cerca di un nuovo senso. Non bastano uomini e donne dentro set artificiali.

Forse è il tempo che la fantasia e il cuore spazino verso voli più alti. Ecco dunque Secret Passage (2014): un uomo che impone il silenzio, come in un quadro rinascimentale, perché il gruppo di amici viaggia verso il mistero. Oppure, l’ultima serie (2015) “Aristocracy”: stormi di uccelli-aerei impazziti dentro cieli fumosi, un conflitto prima delle fine di tutto e dell’apparizione di un altro mondo? Lachapelle “vede” forse oltre il nostro tempo, lascia parlare le immagini. A volte la fantasia dei poeti “prevede” il futuro.

 

David Lachapelle. Dopo il diluvio. Roma, Palazzo delle Esposizioni. Fino al 13/9 (catalogo Giunti).

Riproduzione riservata ©

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