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Persona e famiglia > Famiglia

Morti di serie A e di serie B

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Al solito: in Nepal ci sono vittime di prima e di seconda categoria. I giornali parlano più dei pochi morti tra i nostri rocciatori che della tragedia immane d’un intero popolo. La protesta di Messner

Morto in Nepal

Spiace proprio che le testate nazionali dedichino molti più centimetri quadrati delle loro foliazioni ai (pochi) morti italiani, deceduti facendo trekking o scalate sull’Himalaya. Gente che ha pagato decine di migliaia di euro per i propri sfizi sportivi o turistici… Sopra alle teste di queste poche persone privilegiate, svettano elicotteri ultramoderni, arrivano medici d’altura, si prodigano sherpa pagati profumatamente. Mentre nei fondovalle migliaia di morti rimangono ancora sepolti nelle macerie, mentre i feriti si trascinano coi loro panni sanguinolenti per le strade di paesi e città, mentre l’emergenza sanitaria è già cominciata e si temono epidemie.

Morti di serie A e di serie B. Feriti di serie A e di serie B. Vittime di serie A e di serie B. Non ce ne accorgiamo più, l’assuefazione alle immagini della morte ci fa distogliere lo sguardo dagli anonimi nepalesi per concentrarci sulle storie dei nostri compatrioti e alle dichiarazioni assolutamente banali dei loro parenti: cosa volete che dica una madre, tra le mediaticissime lacrime, che ha perso il figlio o che al contrario ha potuto riabbracciarlo? E cosa volete che dichiari chi arriva all’aeroporto dal Nepal: «Mi sento un miracolato…».

Persino il re dell’Himalaya, Reynold Messner, si ribella: «Non possiamo avere un’attenzione di serie A per gli alpinisti che dovrebbero essere in grado di badare a sé stessi, anche se la situazione lassù è molto grave, e una di serie B per la popolazione», dichiara a la Repubblica. E aggiunge: «Il Nepal è uno dei Paesi più poveri al mondo e ha bisogno della nostra solidarietà».

Non ci sono invece morti di serie A e di serie B per i volontari partiti dal mondo intero verso le montagne himalayane, anche dall’Italia. Sono gli angeli dell’emergenza, dell’aiuto al prossimo fatto per dovere e per proprio volere. Guardiamo a loro… Ma loro non hanno tempo di fare dichiarazioni in tv, debbono scavare, curare, dissetare…

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