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Cultura > Arte e Spettacolo

Preraffaelliti. L’utopia della bellezza

di Beatrice Tetegan

- Fonte: Città Nuova


A Torino presso Palazzo Chiablese sino al 13 luglio 2014, settanta capolavori, espressioni dell’ Avanguardia Vittoriana, dipinti dagli appartenenti ad una confraternita in bilico tra estetica e massificazione industriale, cultori nostalgici del passato

Uno dei dipinti dei Preraffaelliti

Per la prima volta in Italia, settanta capolavori della Confraternita dei Preraffaelliti  dalla collezione della Tate, espressioni dell’ Avanguardia Vittoriana, sono in esposizione a Torino presso Palazzo Chiablese sino al 13 luglio 2014. Il concetto di “Avanguardia”  indica il progetto di rovesciare le tradizioni artistiche correnti  per sostituirle con scelte critiche direttamente legate al mondo contemporaneo.

La Confraternita dei  Preraffaelliti è fondata nel 1848, anno in cui è pubblicato "Il Manifesto" di Karl Marx e Friedrich Engels e la Gran Bretagna ha uno sviluppo industriale, economico, coloniale, senza precedenti. In questa dicotomia tra città e natura, l’ artista si trova in equilibrio instabile nelle sue scelte di ordine estetico tra massificazioni industriali e anticonformistici isolamenti, progressi e conservazioni, scommesse tecnologiche e culti nostalgici del passato.

Vicini all’ interesse per la nascente fotografia e il dagherrotipo, sentono tuttavia l’ istanza della ricerca utopica della bellezza, costante rimando ad un ideale di valori mai scissi dalla priorità  del vero, ontologicamente connessa ad un piano trascendente: l’assoluto atemporale della bellezza si incrocia per un istante con la bellezza reale in un’atmosfera da sogno.

Se da un lato, il contrasto tra mondo cavalleresco ed industriale pone al centro delle varie tematiche una figura femminile che svolge un ruolo simile a quello della Beatrice dantesca, del lo svelamento, attraverso la bellezza di una dimensione trascendentale, dall’altro, come sottintende il titolo del periodico “The Germ”,  la Confraternita dei Preraffaelliti vuole porre i semi di una riforma sociale di vasta portata: nella cerchia di Morris furono le donne a svolgere un ruolo chiave nella riscoperta delle arti applicate, lavorando come disegnatrici sia come tecniche di svariate attività artigianali ─ dai ricami, agli arazzi, ai tessuti, ai libri stampati a mano, alle vetrate colorate ─, in linea con il concetto di bottega medioevale. Il movimento inglese delle arti applicate Arts and Craft di fine secolo prende origine dunque dalla Compagnia dei preraffaeliti

La stessa scelta di un ritorno al Medioevo rimanda ad una preferenza per l’attività artigianale in contrapposizione alla schiavitù dell’ operaio industriale e dei suoi frutti  privati di un’anima. Millais nel “Cristo in casa dei suoi genitori “ stabilisce un legame tra Sacra famiglia e classe operaia, connotando persino il dettaglio realistico delle unghie nere e dei corpi che portano i segni della sofferenza, proprii di gente qualunque.

Quest’evidenziare da parte dell’Avanguardia dei Preraffaelliti, da parte di Brown come di Hunt, una nobiltà imperitura e una sacralità  nel lavoro della classe operaia capovolge le gerarchie sociali dell’ età vittoriana secondo un proposito palesemente radicale.  Ad esempio, l’interesse di Millais per le problematiche sociali lo porta a dipingere “L’ordine di scarcerazione “, il dramma famigliare sostenuto con dignità ancora una volta dalla figura femminile centrale, omaggio al ruolo della donna.

Ispiratore della Confraternita dei Preraffaelliti è John Ruskin. Nel 1846 Ruskin pubblicava infatti il II volume di “Modern Painter (Il pittore moderno)”, dove sostiene che compito dell’ arte è rendere visibile la presenza di Dio in ogni aspetto della vita e della natura. L’attenzione dei Preraffaelliti per i particolari botanici, per le foglie, i fiori, disegnati con accurata precisione e spirituale comunione con l’ essenza stessa della natura, gli sfondi suggestivi e i paesaggi intrisi del romanticismo dei poeti inglesi di fine secolo ne sono testimoni.

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