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In profondità > Chiesa cattolica

Piccoli, ma grandi segni di amore evangelico

di Alberto Barlocci

- Fonte: Città Nuova


Papa Francesco dà inizio, oggi, con la messa al suo pontificato. La nuova evangelizzazione assume forme impreviste e sempre più affascinanti

Papa Francesco prima messa
Una piazza San Pietro gremita di fedeli intenti a sventolare bandiere colorate ha accolto papa Francesco che oggi celebrerà la messa di apertura del suo pontificato alla presenza di centinaia di migliaia di persone comuni e di tanti capi di Stato e di governo arrivati a Roma da tutto il mondo. Ma perché Bergoglio attirà così tanto i cuori, anche di persone che ieri erano atee e oggi si riscoprono interessate alla religione cattolica? Avranno contribuito i suoi tanti, piccoli, ma significativi gesti di amore evangelico?

 

Uno dei primi è stato ecumenico: dal balcone, ancora emozionato per la recente elezione, papa Bergoglio si è presentato come vescovo di Roma. Considerando che il papato è uno degli scogli che ancora ostacolano una maggiore comunione tra le Chiese cristiane, si è trattato di un gesto importante e, si direbbe, delicato.

 

Successivamente, un nuovo gesto: durante l’udienza concessa ai giornalisti il papa ha deciso di non impartire la benedizione secondo i canoni del cerimoniale, in latino e con la consueta formula cattolica, ma ha preferito una “benedizione silenziosa”, in modo che ciascuno dei presenti si sentisse rispettato nel proprio credo e nella propria coscienza.

 

Un piccolo gesto, senz’altro, che però ha spostato per una manciata di secondi l’oggetto di quella riunione: l'omaggio al successore di Pietro è diventata un omaggio alle coscienze delle donne e degli uomini lì convocati. Bergolio si è messo nei panni dell’altro, niente di più evangelico, portando con sé tutta la Chiesa, che invece di giocare in casa ha scelto di andare in trasferta.

 

Ha rinunciato anche alle parole, strumento privilegiato della comunicazione della buona nuova, per far sì che parlassero le coscienze illuminate dal clima di amore che permeava la sala. In pochi secondi la Chiesa ha percoso migliaia di miglia, uscendo dalle proprie sicurezze e dai confini delle proprie formule cerimoniali, per lasciar parlare ciascuno in base alle sue convinzioni. Da maestra si è fatta compagna di viaggio. Per alcuni secondi la stupenda sala Paolo VI si è svuotata di titoli e funzioni per riempirsi di donne e uomini fusi in un virtuale abbraccio e nel mutuo desiderio di bene e di pace.

 

La nuova evangelizzazione comincia ad assumere forme impreviste e affascinanti.

Riproduzione riservata ©

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