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Italia > Fare rete

Preparare insieme il domani

di Roberto Comparetti

- Fonte: Città Nuova


Tante testimonianze di persone che reagiscono alla crisi economica che attanaglia il Sulcis Iglesiente, per lanciare segnali di incoraggiamento a chi ha perso il lavoro e non riesce più a sperare

Monteponi

La storia di Rosy e Gabriele Favrin è quella di due giovani innamorati. Decisi a formare una famiglia e non volendo lasciare la loro terra, Iglesias, nno iniziato quasi per caso ad occuparsi delle api. È nato un lavoro duro e affascinante che, attraverso una serie di vicende impegnative, li ha portati a ricevere quest’anno un importante riconoscimento: le tre gocce d’oro, simbolo del miele più buono d’Italia, un incoraggiamento a quanti devono ritrovare una via per il lavoro e lo sviluppo in quella che è la capitale storica del Sulcis-Iglesiente, salito alla ribalta della cronaca per le innumerevoli chiusure di fabbriche e le tante vertenze aperte (130 mila abitanti e oltre 35 mila disoccupati).

Quella di Rosy e Gabriele Favrin è una delle tante testimonianze di drammi condivisi, di proposte per rivitalizzare il tessuto martoriato della Provincia più povera d’Italia, ma anche di speranze raccolte nel corso dell'iniziativa per il lavoro, lo sviluppo e la coesione sociale proposta qualche giorno fa dalla comunità locale del Movimento dei Focolari, titolata “Finirà questa notte! Prepariamo insieme il domani”.

Incoraggiare, sentirsi uniti, esprimere dolori e speranze della propria terra: è stata una sorta di "veglia laica", in cui cattolici e persone di convinzioni diverse hanno potuto esprimere i loro sentimenti più profondi riguardo al tema della crisi. Una sorta di socializzazione collettiva del dolore nella consapevolezza che la condivisione è solo il primo passo. La sala scelta per l'incontro, ubicata nel centro della città, era gremita di cittadini, lavoratori, sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, giornalisti, parroci, responsabili degli uffici diocesani, piccoli imprenditori, musicisti, cantanti e attori, politici e madri di famiglia.

I “figli della crisi”, una decina di studenti provenienti da diverse zone della Sardegna, testimoniano con spontaneità e vivacità giovanile la rabbia per la situazione che i loro genitori stanno vivendo, ma anche la volontà di non lasciare la Sardegna, nella speranza di costruirsi un futuro attraverso la partecipazione democratica. Hanno portato un messaggio forte anche i rappresentanti degli agenti della polizia di Stato. Gli stessi che spesso si trovano a fronteggiare le proteste degli operai ricorrendo all'uso della forza, ribadiscono ad Iglesias la loro vicinanza a chi soffre a causa della crisi e auspicano che, attraverso l'esercizio degli strumenti democratici, voto in primis, si giunga finalmente a determinare assetti sociali più adeguati alle necessità di tutti.

La serata, costruita con il contributo di numerosi professionisti, espressione della società civile, ha avuto un taglio multimediale, con contributi filmati, pezzi recitati, brani musicali, testimonianze, riflessioni, preghiere.  Dal video dei rapper locali “Sa Razza”, che racconta la storia dei lavoratori Rockwool, alla Scuola civica di politica che, nel programma di quest’anno, ha inserito lo sviluppo degli Orti urbani condivisi, per “migliorare la città coltivandola”, dove ad essere coltivate non sono evidentemente soltanto le verdure.

Mettere in gioco i propri talenti: lo hanno attuato gli scout, facendo del loro metodo educativo un’attività imprenditoriale, una vacanza avventurosa per adolescenti di tutto il mondo: il Campo Robinson. Ma anche teatro come incontro e modalità di ricostruzione sociale, testimoniato da attori e registi de “La Cernita” e “Daeronfilm”.

Dai tanti interventi, drammaticamente veri che si sono alternati è emersa tutta la bellezza e la dignità della gente del Sulcis-Iglesiente che, pur provata, fino all’esasperazione, è comunque in piedi, pronta a lottare e a reagire, capace di essere solidale, di accogliere e dare amore.

Con un segno di fraternità si conclude la lunga serata: il “Centro Sperimentazione Autosviluppo” offre il pane biologico, da dividere e consumare insieme.. e ad esso si unisce il miele dei premiati apicoltori, ad addolcire l’amarezza di giorni e tempi duri e bui ma, lo sentiamo dentro: il momento più buio della notte è sempre quello che precede l’alba!

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