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Cultura > Arte e Spettacolo

Post partum

di Stefano Paoletti

- Fonte: Città Nuova

In scena il testo di Elisabetta Cianchini , frutto di una ricerca e di centinaia di interviste sul ruolo degli uomini e delle donne alle prese con un figlio. Luoghi comuni e amare verità interrogano il pubblico

Elisabetta Cianchini

Un silenzio piatto, violento, viene rotto dal rumore metallico del sipario meccanico che scopre il volto fisso di una donna: bianco, immobile, si anima improvvisamente.
L’espressività forte degli attori e della rappresentazione batte lo spettatore per tutta la performance e soprattutto l’uomo sul palco, si ritrova come su un ring, con la faccia gonfia per i colpi ricevuti e durante la pièce cade spesso, impotente, trascinandosi in maniera rovinosa verso il knock-out finale. Anche gli uomini in platea alla fine non si sentono da meno.

Nel testo-riflessione sulle puerpere scritto da Elisabetta Cianchini, traspare, infatti, l’idealizzazione del maschio nostrano che dovrebbe essere una figura protettiva ma, al contrario, si dimostra inadeguato trasformandosi in baccello.
Questa condizione, secondo un’inchiesta condotta dall’autrice, è dovuta ad un eccessivo mammismo che impedisce alle donne di essere comprese ed aiutate.

Eppure, in questa vorticosa cronistoria fatta di una commistione d’emozioni e problematiche si susseguono battute, frizzi sferzanti ed è la risata amara uno degli elementi dominanti.
Grande è la destrezza recitativa di Sonia Barbadoro che interpreta, senza risparmiarsi, il climax umorale e le soggettive distorte di una madre sotto stress.« Sono rimasta molto colpita dalle schede raccolte dalla Cianchini, soprattutto quella di una madre che chiedeva una disperata assistenza» ha commentato l'attrice. 

L’indagine, nata da un’esperienza personale della Cianchini è oculata, frutto di una raccolta di centinaia di interviste fatte ad altrettante mamme.  

Ma quali sono sul territorio nazionale le cifre e la media degli infanticidi, raccontati con tale crudezza dalla Cainchini?
A rispondere a Città Nuova è Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente di “Vita di donna”, associazione no profit che si propone di tutelare la salute femminile presente alla serata.
«Impressionante è la media di infanticidi consumati all’anno, per il 90% opera delle madri. Quello che avviene dopo il parto è importantissimo e ci siamo accorti con la Cianchini che anche se il consultorio insisteva sugli eventi traumatici che possono verificarsi dopo la nascita, molte donne già al terzo mese erano lasciate alla mercé di loro stesse. Il nostro obiettivo è quello di fare un lavoro "dalle donne alle donne" che non sia solo espressione di un sentimento o di un desiderio ma che produca un servizio concreto e fortemente caratterizzato da un "senso etico"».

In questo tempo di precariato si registrano tracolli emotivi sempre più frequenti proprio per la crisi economica…
«E’ importante rafforzare una rete di ascolto e d’intervento poiché oggi le mamme sono sole. Questo spettacolo è uno strumento per sensibilizzare i compagni ed i mariti che devono essere presenti dando un sostegno per evitare la sindrome del maternity blues, quella tristezza che a volte sostituisce il senso di potenza della madre.Un doveroso ringraziamento va alla splendida Sonia ed alla commissione delle Elette del Comune di Roma che hanno sostenuto con forza questo progetto».
 
 
Al palazzo Santa Chiara di Roma fino al 30 aprile e a breve nelle maggiori piazze d’Italia

Riproduzione riservata ©

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