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Cultura > Arte e Spettacolo

In scena

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

La rassegna padovana Prospettiva danza teatro 2012 continua a proporre grandi protagonisti internazionali, mentre a Milano il regista Carmelo Rifici presenta la sua interpretazione del "Giulio Cesare" di Shakespeare

La commedia

La Commedia di Emio Greco
 
Per la XIV edizione della lunga rassegna patavina Prospettiva danza teatro 2012, che prevede spettacoli, incontri e laboratori con i protagonisti della danza, è di scena un nome di punta della danza internazionale: la Compagnia Emio Greco | PC, che porta a Padova in prima regionale “La Commedia”, tappa finale del viaggio della compagnia olandese nella Divina Commedia dantesca. Anticipa lo spettacolo un incontro con il coreografo Emio Greco e il drammaturgo Pieter C. Scholten a cura del critico di balletto Marinella Guatterini.
 
"La Commedia", coreografia, direzione Emio Greco | Pieter C. Scholten, Padova, Teatro Comunale G. Verdi, il 27 aprile
 
Giulio Cesare
 
Una congiura, un omicidio politico, una città allo sbando, pugnali e mirabili discorsi, tra le ceneri della Repubblica: sullo sfondo, inquietante, si delinea il profilo della tirannide. Shakespeare raccontava Roma antica ma anche il proprio tempo. Carmelo Rifici lo porta in scena oggi, in chiave contemporanea, per farci riflettere sull’oggi, sui pericoli della concentrazione dei poteri e della manipolazione mediatica – Marco Antonio sarebbe stato perfetto per un talk show – e sulla necessità di tornare a pensare, a discutere, a essere cittadini. In questo mondo disorientato e dominato dall’invidia – spiega Carmelo Rifici –, due figure si contrappongono: Marco Antonio, il nuovo “comunicatore”, ambiguo, seduttivo e demagogo, e Bruto, assassino con Cassio di Cesare, in realtà la sua copia mal riuscita e come lui destinato ad andare incontro a una morte violenta, sacrificale, l’unica soluzione, sembra dire Shakespeare perché Roma trovi pace.
 
"Giulio Cesare", di William Shakespeare, regia Carmelo Rifici, traduzione Agostino Lombardo. Milano, Piccolo Teatro Strehler, fino al 6 maggio.
 
L’uomo del destino
 
Della pluripremiata scrittrice franco-iraniana Yasmina Reza, un altro testo intimo. Un uomo e una donna. Paul Parsky, scrittore da migliaia di copie vendute; Martha, assidua lettrice dei romanzi di lui. Si incontrano nello scompartimento del treno Parigi-Francoforte. Si incontrano ma non si parlano direttamente per un bel tratto del percorso, sono solo i pensieri detti ad alta voce a raccontarci le loro personalità. Due esseri umani che, pur parlando a sé stessi, è come se si fossero sempre inseguiti nella loro ricerca di un tempo perduto, e finalmente trovati.
 
"L’uomo del destino", di Yasmina Reza, traduzione Catherine Spaak. Interpreti Orso Maria Guerrini e Cristina Sebastianelli, regia Maurizio Panici. Roma, Teatro Cassia, dal 24 al 29/4.
 
Palermo Teatro Festival
 
Giunta alla sua settima edizione, la sezione primaverile del Festival sottolinea la sua curiosità verso i diversi  linguaggi dell’arte. Si esplora, si ricerca, si discute intorno al movimento, ai nuovi linguaggi del corpo e alla danza contemporanea, attraverso la presentazione di tre coreografi a confronto: Emma Scialfa, Loris Petrillo e Aurelio Gatti. Per il teatro due performance dedicate a due figure simbolo della cultura siciliana, Vincenzo Consolo e Giorgio Li Bassi, nelle performance di Filippo Luna e Silvia Ajelli  con Retablo (il 27), e Unouomosciò. I° studio, di Ugo Giacomazzi, Luigi Di Ganci e Ciccio Guida (4/5). Seguiranno Stupidorisiko, una geografia di guerra, di Patrizia Pasqui, con Mario Spallino (il 30/4), e Curri l’aria, con Elisa Di Dio, Nadia Trovato, musiche dal vivo di Mario Incudine (9/5).
 
Palermo, Nuovo Montevergini, fino al 12/5.
 
Trittico dello spaesamento
 
Prodotto da Triangolo Scaleno Teatro, questo primo studio di un trittico prende le mosse dall’omonimo libro di Giorgio Agamben. L’urgenza espressiva e la materia su cui lavora la regista sono l’identità dell’individuo, la sua frantumazione, la percezione di sé all’interno dell’archivio fisico ed emotivo. Due in scena. Sono Uno e Lo stesso. Due corpi, duplicazione di un unico essere. Entrambi sono l’originale. Entrambi sono motore di azioni, gesti, coincidenze, gioco, regole e invenzioni. Entrambi sono la creatura che si sveglia in un presente inafferrabile. Ognuno vede sé nell’altro. In fondo a un corridoio, nell’angolo di una porta, nel vuoto di una stanza. Si riconosce da sguardi incerti. La creatura cerca la sua identità attraverso la relazione con sé stessa.
 
 
Profanazioni, "Trittico dello spaesamento" (primo quadro: Il Minotauro) di Roberta Nicolai. Roma, Centrale Preneste, dal 27 al 29/4.
 

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