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Cultura > Arte e Spettacolo

Passi arabi a Romaeuropa

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Coreografi e ballerini da Tunisia, Marocco, Egitto alla rassegna romana in una riassaporata libertà di espressione e di creazione. Dal 9 al 27 novembre

Danzatori arabi al Romaeuropa

Muoversi ai confini del tempo, attraversandoli con lo sguardo e il movimento. Radhouane El-Meddeb creatore e interprete di Quelqu’un va danser… si avventura a passo di danza dentro la memoria, guardando nel vissuto più intimo con pudore e senza paura.

Al suo debutto a Romaeuropa lo scorso anno si era presentato con un eccentrico spettacolo, incrociando la danza alla preparazione del couscous, alla fine distribuito in sala. El-Meddeb è stato una vera sorpresa per il pubblico e la critica, grazie alla sua presenza magnetica, la forte comunicatività, un fisico massiccio e muscoloso tutt’altro che da ballerino eppure capace di leggiadria, agilità e ironia.

 

Quest’anno in Quelqu’un va danser ritroviamo tratti tipici dell’artista tunisino, l’attenzione verso le proprie radici e il proprio passato. Stavolta però non sono gli aromi della tipica pietanza araba che si spandono per la sala a creare una intrigante sinestesia, ma è piuttosto il testo di Camille de Toledo a trasportarci in un luogo popolato di persone che potrebbe «essere un tempio o un circo». Ed è qui che si materializza un teatro della memoria e una narrazione, che potrebbe essere anche la storia del suo protagonista. In sottofondo la musica di Oum Kalsoum e di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Tutta l’interpretazione è incentrata sul ritorno alle origini, alla famiglia, alla terra, alla scoperta delle proprie passioni.

 

Formatosi all’Istituto superiore d’arte drammatica di Tunisi, El-Meddeb nel 1996 è stato proclamato: «giovane speranza del teatro tunisino». L’anno dopo il trasferimento in Francia e una carriera promettente nel cinema e nel teatro, ma alla fine è la vocazione coreografica a prendere il sopravvento.  Nel 2005 crea e interpreta “Pour en finir avec MOI” che lo impone all’attenzione della critica, l’anno dopo fonda la sua Compagnia Soi, con cui produce numerose coreografie ospitate in diversi teatri e festival internazionali. Danzatore e attore, commediante e mimo, El-Meddeb sa escogitare uno spazio speciale per i sentimenti a passi di danza.

 

È il primo degli otto artisti ad aprire la rassegna di Romaeuropa, dal 9 al 27 novembre, dal titolo Corpi resistenti, dedicata a quella generazione di coreografi e danzatori arabi di oggi che appartengono a un tempo di lotta e cambiamento che anima e inquieta le sponde del Mediterraneo. Oltre a El Meddeb, si esibiranno Nacera Belaza, Selma e Sofiane Ouissi, Muhanad Rasheed, Mahmoud Rabiey, Fares Fettane, Gruppo Acrobatico di Tangeri. Vengono da Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria, Iraq, paesi dove la poca libertà d’espressione hanno reso difficile la creazione, la pratica della danza el a partecipazione del pubblico.

Questo tuttavia non ha impedito la nascita di una serie di realtà coreografiche che spesso hanno trovato in Europa e in particolare in Francia il palcoscenico adatto. Poi c’è la tecnica ad unire le due sponde del Mediterraneo come per gli Ouissi, ballerini che danzano in due paesi diversi, Francia, lei, e Tunisia lui, ma che una connessione attraverso skype riunisce in una performance in tempo reale, regalata al pubblico dei due paesi in contemporanea.

Riproduzione riservata ©

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