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Cultura > Arte e Spettacolo

Per un’apocalisse digitale

di Stefano Paoletti

- Fonte: Città Nuova


In scena a Roma durante la settimana santa l’epopea dell’evangelista Giovanni

Apocalisse di Jocelyn

Quattro repliche durante la settimana santa condensano cinque anni di lavoro, serviti per ricreare digitalmente il racconto dell’evangelista Giovanni. L’idea e la supervisione sono opera di Jocelyn, eclettico regista, autore e conduttore radiofonico di origine tunisina e fede ebraica che ha ricreato artificialmente le ambientazioni bibliche.
 
All’entrata del teatro, come in molte delle performance curate da Hattab, capita spesso d’imbattersi nel metteur en scène stesso che accoglie il pubblico, suggerendo, a chi non è posizionato in modo corretto, la soluzione ottimale per godersi appieno lo spettacolo. Caratteristico e suggestivo è il piglio deciso con cui dà le ultime rifiniture all’impianto scenico: come un direttore d’orchestra modera lo staff tecnico, talvolta, se necessario, aggiustando il livello acustico, poi osservando le luci e infine dando uno sguardo critico alla resa complessiva degli effetti speciali.
 
Nella platea si registra la partecipazione di ospiti del panorama artistico, fra cui è spiccato Gino Landi, incuriosito dalle frontiere tecnologiche che permettono la sperimentazione di nuovi linguaggi e le loro contaminazioni. Lodevole è la sfida intrapresa da Jocelyn, che prosegue nell’intento di stupire lo spettatore con mirabolanti allestimenti.
 
Per questa mission si è avvalso dei suoi usuali compagni di viaggio. All’impresa, infatti, hanno partecipato Silvia Pantano, sua assistente personale, il musicista Marchetti e il cantante Gaetano Scalone che incarna con sapienza la sofferenza dell’evangelista attraverso le fasi della scrittura del Vangelo. Degna di nota, infine, la supervisione del produttore Claudio Perone che ha amministrato nella sua lunga carriera innumerevoli spettacoli, fra cui il memorabile Ciao Rudy del duo Garinei&Giovannini.
 
Lo spettacolo s’inserisce infine in un vasto progetto patrocinato dal Vicariato di Roma, che in precedenza aveva portato sulla scena una rappresentazione musicale della Divina Commedia composta da Monsignor Andrea Frisina e la vita di San Francesco d’Assisi diretta da Claudia Koll. Bellissimo il messaggio finale che Jocelyn vuole dare con questa produzione: l’apocalisse non è la fine ma un nuovo inizio. Parafrasando le parole di Giovanni Paolo II, non bisogna mai rassegnarsi, ma combattere e crederci ogni giorno, donando noi stessi all’amore universale di Dio.

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