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Cultura > Arte e Spettacolo

Tre bambine in fuga

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

La prima tappa del progetto triennale del coreografo fiorentino Virgilio Sieni, in un repertorio di danza contemporanea specifico per giovanissimi

fuga
Il danzatore e coreografo fiorentino Virgilio Sieni persegue da qualche anno diversi progetti artistici d’ampio respiro – tra cui l’Accademia dell’arte del gesto – che rappresentano una sfida, oltre che estetica, soprattutto intellettuale, sul corpo, sulle inesplorate potenzialità del gesto, sulla memoria in esso contenuta. Un’interrogazione del corpo nello spazio esterno che nasce da quello interiore, tesa a dilatare le dimensioni della percezione, per trarne inedita bellezza e nuovo stupore. Dalle nonne che si muovono dentro le loro case o artigiani nelle botteghe, al giovane danzatore non vedente, alle tre bambine undicenni protagoniste di Fuga, prima tappa del progetto triennale “Cerbiatti del nostro futuro” con lo scopo di creare un repertorio di danza contemporanea specifico per giovanissimi.

 

Noemi Biancotti, Linda Pierucci ed Emma Pellegrini arrivano dal fondo in penombra sul bianco palcoscenico ravvicinato agli spettatori, illuminato solo da una fila di fari laterali. E sono bravissime nel duetto iniziale, poi nell’assolo dalla luccicante veste orientale, infine nel terzetto che si chiude con le maschere di conigli che ci guardano compassionevoli. Sempre concentrate, immerse corpo e mente in una danza fatta di delicatezza, di sostegni, di abbracci, di distacchi, di senso del timore, della minaccia, e poi della speranza, di figurazioni, di passi in fuga. Ad essa, al senso dell’allontanamento, all’avviarsi in direzione di una nuova terra, di un luogo incognito, si ispira questo fulminante ed emozionante brano coreografico denso di forza vitale ancor più incisiva perché espressa da quei corpi minuti che padroneggiano con determinazione una gestualità rigorosa e ricercata che nasce dal vocabolario contemporaneo. Nella sua costruzione anche figurativa esso si è nutrito di suggestioni e riferimenti tattili, pittorici e fotografici: dalle pitture che ritraggono l’episodio evangelico della “Fuga in Egitto” alle immagini fotografiche che riportano gli esodi e le fughe del nostro tempo. Sul tessuto sonoro di musiche da Balanescu Quartet ad Anthony and the Johnsons, la performance ha trovato una suggestiva location ai bordi del canneto all’aperto all’interno dello spazio del teatro India per la rassegna Short Theatre.
 

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