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Cultura > Arte e Spettacolo

L’Aterballetto: da Rossini al blues

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

L’ensemble emiliano inaugura il festival romano “Invito alla danza” diretto da Marina Michetti, tanti gli appuntamenti in programma

aterballetto

Compagnia assolutamente straordinaria per bravura corale, slancio, energia, padronanza tecnica e personalità scenica, l’Aterballetto è ormai di casa al festival romano “Invito alla danza”, dove, da qualche anno inaugura la bella rassegna estiva diretta da Marina Michetti.

 

L’ensemble emiliano, uno dei più attivi e competitivi anche sul piano internazionale, ha presentato sotto il titolo “From music… whith love”, due coreografie firmate da Mauro Bigonzetti, il quale, nella sua instancabile perlustrazione del mondo musicale, ha creato una serata che spaziava con uguale maestria tra la musica “dotta” e quella “popolare” di matrice americana.

 

“Rossini cards” fa parte del repertorio della compagnia, ed è un omaggio a Gioacchino Rossini. Inizia con una lunga tavolata apparecchiata dove siedono tutti i diciotto danzatori che, con movimenti da fermi, ingaggiano con ironia una danza di braccia e gambe sopra e sotto il tavolo. La coreografia intera esalta il ritmo incalzante, esatto, geometrico della musica su cui Bigonzetti costruisce una creazione astratta, libera da qualsiasi gabbia drammaturgica. Non una storia, ma quadri di vite parallele: immagini, cartoline, icone drammatiche e situazioni buffe. L’autore usa questo mezzo per perlustrare il mondo rossiniano, non solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello riferito all’uomo Rossini, con le sue debolezze e peculiarità.

 

 “H+” è, invece,un omaggio alla musica soul, blues e jazz con la batteria e le percussioni di Federico Bigonzetti (figlio del coreografo) e il testo e il canto di Mark Borgazzi, voce di straordinario colore soul, entrambi giovanissimi. Su questo tappeto sonoro e con unico elemento dei calici dorati contenenti acqua – raccolta, versata, bevuta – la coreografia è dedicata al prezioso elemento naturale, origine e genitrice di tutto, purificatrice di animi e corpi, istigatrice di guerre, diritto inalienabile eppure bene conteso come forma di ricchezza. Attraverso duetti ed exploit di gruppo, l’acqua diventa simbolo e desiderio di rinascita, evoluzione e trasformazione attraverso l’incontro con l’età della giovinezza e la freschezza dei giovani interpreti.

 

Il festival prosegue con una prima nazionale:un Gala con le giovani étoiles del Ballet de l’Opéra National de Paris radunate sotto il titolo “Le stelle di domani”. Un cast di dieci giovani emergenti, alle prese con alcuni classici dell’800, accanto a coreografie contemporanee (martedì 19). Seguirà, il 21 e 22, in occasione dell’Anno della Cultura russa in Italia e della Cultura italiana in Russia, l’Igor Moiseev Ballet, la più importante, famosa e acclamata compagnia di folclore russo, con lo spettacolo “Omaggio a Igor Moiseev”; il 25 il Balletto del teatro dell’Opera della Macedonia con la coreografia tradizionale del capolavoro di Marius Petipa“Don Chisciotte”; un gala di tango dal titolo “Abrazame Tango”, il 26 e 27; e, in chiusura, il 29, la nuova creazione di Mvula Sungani “Italia, la mia Africa” che affronta la tematica dell’integrazione fra etnie diverse.

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