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In profondità > Spiritualità

La festa del raccolto e del buon auspicio

di Roberto Catalano

- Fonte: Città Nuova

Nel ricchissimo panorama delle feste del calendario indù, quella di Sankranti ha un valore particolare 

Makar Sankranti
Sankranti è la prima celebrazione dell’anno solare e si celebra il 14 gennaio, circa venti giorni dopo il solstizio d’inverno. È l’unica che non segue il calendario lunare, come avviene per tutte le altre nel corso dell’anno e si celebra in tutta l’India, assume nomi diversi a seconda dei vari stati e delle lingue che vi si parlano. Makar Sankranti o Sankranti è il nome più comune, usato nello stato dell’Andra Pradesh, ma anche a Goa, nel Kerala, nel Karanataka e nel Maharashtra, dove si trova Mumbai.

 

In Tamil Nadu la festa è conosciuta con il nome di Pongal, mentre in Gujarat e nel Rajasthan si celebra come Uttarayan. La celebrazione è molto comune anche in Assam e negli stati nel nord est al confine con la Cina dove, però, è conosciuta come Bhogali Bihur.

 

Sankranti sta ad indicare il passaggio del sole da una costellazione all’altra e sta, quindi, ad indicare che le giornate si allungano e che ci si avvia alla primavera. È, dunque, il termine del monsone proveniente dal nord est, che discende verso gli stati dell’Andra Pradesh e del Tamil Nadu, e l’occasione per celebrare il raccolto.

 

Per questo è un momento considerato di buon auspicio e segna il termine di un periodo che gli indù considerano negativo, quello appunto attorno e successivo al solstizio di inverno. Le famiglie, quindi, approfittano di Sankranti e delle settimane successive per celebrare i riti più intimi e importanti.

 

Nello stato del Gujarat l’offerta della gente al sole viene realizzata sotto forma di aquiloni coloratissimi. Ma anche in altri stati dell’India l’aquilone è il simbolo di questa celebrazione. Se ne vedono a miglia nel cielo. Si tratta di una metafora che sta ad indicare il desiderio di volare in alto per raggiungere Dio.

 

Dovunque, inoltre, Sankranti sta a indicare un periodo di illuminazione e pace, caratterizzato da prosperità e gioia. In questa occasione si preparano dolci tipici come i laddu, palline fatte di semi di sesamo impastati con melassa, una specialità che indica anche il valore della comunità e dell’unità sia nelle famiglia che nella società. Nei vari stati del Paese le celebrazioni variano anche per via della grande diversità del clima e degli ingredienti disponibili per fare dolci.

 

È in questo periodo che ogni 12 anni si celebra il Kumbh Mela in una delle quattro località considerate sante dall’induismo tradizionale; Haridwar, sulle pendici dell’Hymalaya, Ujjain, Nashik e Allahabad. 

Riproduzione riservata ©

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