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Cultura > Arte e Spettacolo

Antonio e Cleopatra schiavi del gioco

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Un uomo e una donna dipendenti dal gioco si tormentano, si amano e si divertono. Una storia tragicomica, insolita e appassionante di Roberto Cavosi, a Roma fino al 20 marzo

antonio e cleopatra di cavosi

Un marito e una moglie, ai giorni nostri, in una qualsiasi nostra città, lui senza soldi, lei senza sole, che si chiamano Bambino e Bambina. Lei ha una malattia rara, non può esporsi alla luce. Vivono in uno spazio travestito da sala corse, immersi nel gioco e perdono senza tregua. Lui vincerebbe ma non punta mai. Lei gioca sempre cavalli perdenti. Lui vaga di bar in bar, ruba noccioline e torna ogni volta da lei con storie e immagini della vita di fuori. Ricordano, scherzano, si insultano, ballano, si cercano, si respingono, si fanno domande, non si rispondono. Come in una danza ritmata dalla voce surreale di un commentatore ippico, tenerezza, ironia, crudeltà si intrecciano e sovrappongono alla ricerca di una via di salvezza, per sottrarsi alla minaccia della fine.

 

La commedia di Roberto Cavosi Antonio e Cleopatra alle corse mette in scena il bizzarro ménage di Bambino e Bambina nel loro quotidiano cercarsi e respingersi, litigare e fare pace. Su una scena semplice e insieme bizzarra, un divano, poltrone, mucchi di giornali di ippica e sei monitor con i risultati delle gare che sovrastano la platea, si recita il continuo, tragico stuzzicarsi tra i due: l’unico modo, per questa coppia di persone anziane, di parlare d’amore.

 

Lei è una donna ricca, afflitta da due malattie, una rara allergia che la costringe a stare lontano dalla luce e l’ossessione che il suo uomo l’abbandoni. Lui è un tipo qualunque, sempre in giro senza un soldo in tasca, incapace di lasciare la donna con cui vive da sempre. In una sala abitata da due file di monitor tv dove le corse dei cavalli fanno da sfondo, protagonista della scena è il tenero straziante amore di Bambino e Bambina.

 

Antonio e Cleopatra è il racconto di un grande amore che si infrange nella quotidianità. Un amore che si deve confrontare con l’estremo surrealismo della nostra vita. Un amore che cerca la luce e una felicità impossibile, che gioca le sue passioni e i suoi sentimenti come in un tragicomico gioco di cavalli.

 

Antonio e Cleopatra alle corse, di Roberto Cavosi, con Annamaria Guarnieri e Luciano Virgilio, regia di Andrée Ruth Shammah. Produzione Teatro Franco Parenti. Al teatro La Cometa di Roma, fino al 20 marzo.

Riproduzione riservata ©

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