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Italia > Società

Lavis, laboratorio di convivenza

di Andrea Casna

- Fonte: Città Nuova

La Giunta comunale, in occasione del Ramadan, ha concesso in affitto una sala alla comunità islamica. Il primo passo verso un’integrazione che prosegue

lavis

Sono molte le strade intraprese da enti e da privati per favorire la convivenza fra diversi gruppi religiosi e linguistici. In un periodo difficile come questo, segnato dalla crisi economica, dalla paura del diverso, dal terrorismo e da dimostrazioni popolari che a volte sconfinano nella violenza, nel comune di Lavis (Trento) l’amministrazione comunale ha deciso di andare incontro alle necessità di alcuni abitanti che per lingua, colore della pelle e religione non hanno – apparentemente – nulla di trentino. Sono persone che seguono le parole di Maometto e vivono in Trentino da più di vent’anni, qui si sono fatti una famiglia e qui mandano a scuola i propri figli.

 

Per questo la giunta comunale di Lavis, un paio di mesi fa, aveva ritenuto opportuno accordare alla comunità islamica l’utilizzo di una struttura pubblica, al fine di poter praticare la preghiera serale per tutto il periodo del Ramadan. L’iniziativa è nata dalla proposta inoltrata da Meddah Abderrahim, Khaddy Abdeljalil, Dssiri Hamid, Fatih Noureddine e Fatih Mohamed per poter pregare insieme e e far conoscere a tutti gli abitanti di Lavis gli elementi portanti della cultura islamica. Dall’inizio di agosto, quindi, molte famiglie islamiche si riuniscono in preghiera in una struttura data in affitto dal comune. «L’intento – spiegano i cinque proponenti – è quello di far conoscere la nostra cultura agli altri abitanti di Lavis. Noi viviamo in Trentino da vent’anni e i nostri figli sono nati qui. La nostra cultura non è molto diversa da quella cristiana: anche noi crediamo in Gesù Cristo, con l’unica differenza che per noi lui è un profeta. Il Ramadan è un momento importante e alla preghiera serale partecipano 25 famiglie, tutte di Lavis. Il digiuno è un depuratore fisico e spirituale, e anche un momento per pensare ai più bisognosi, al prossimo, a coloro che non hanno da mangiare. Vogliamo ringraziare l’amministrazione comunale per aver accolto la nostra proposta». Alla cena per la fine del Ramadan sono poi stati invitati tutti i cittadini di Lavis.

 

Nelle loro parole si percepisce la necessità di far conoscere la propria cultura, e il primo passo è è stato appunto quello di rapportarsi con l’amministrazione comunale. Se da una parte sentono la necessità di interagire con tutta la popolazione lavisana, dall’altra temono, per la loro iniziativa, interventi negativi da parte di persone vicine ad alcuni partiti politici, come la Lega Nord.

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