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In profondità > Spiritualità

2 Aprile

di Aurelio Molè

- Fonte: Città Nuova

Oggi, venerdì Santo, ricorre anche il quinto anniversario della scomparsa di Giovanni Paolo II. Lunedì scorso Benedetto XVI lo ha ricordato con una Messa di suffragio nella Basilica di San Pietro

Giovanni Paolo II

Nel segno della carità. Questa è stata, secondo il papa, lo stile di vita e la profondità del pensiero di Giovanni Paolo II che si è consumato fino alle 21 e 37 del 2 Aprile del 2005 con una straordinaria “capacità di donarsi, senza riserve, senza misura, senza calcolo”. La stessa dimensione di donazione che ricordiamo oggi nell’amore senza misura di Gesù che muore sulla croce.

«Ciò che muoveva Giovanni Paolo II – ha sottolineato papa Ratzinger– era l’amore verso Cristo, a cui aveva consacrato la vita, un amore sovrabbondante e incondizionato. E proprio perché si è avvicinato sempre più a Dio nell’amore, egli ha potuto farsi compagno di viaggio per l’uomo di oggi, spargendo nel mondo il profumo dell’Amore di Dio».

 

E nel suo ultimo periodo di vita, un vero martirio per la sua progressiva debolezza fisica si è

«lasciato consumare per Cristo, per la Chiesa, per il mondo intero: la sua è stata una sofferenza vissuta fino all’ultimo per amore e con amore».

Un amore e un cuore quello di papa Woytila che era sempre caldo e umano, un amore che non calcola, «non misura, non bada a spese, non pone barriere, ma sa donare con gioia, cerca solo il bene dell’altro, vince la meschinità, la grettezza, i risentimenti, le chiusure che l’uomo porta a volte nel suo cuore». Un amore da imitare e imparare.

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