Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Spiritualità

La provocazione della lentezza

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

Spunti di riflessione sul tema.

La provocazione di una giornata della lentezza, improponibile per chi è sottoposto a ritmi su cui non può incidere, rimanda all’intuizione di Alex Langer, figura anomala di politico sempre controcorrente, che invitava a   criticare il motto olimpico "citius, altius, fortius" (più veloce, più alto, più forte) come emblematico di un modello di vita che tracima nella vita quotidiana come modello di competizione fino all’esasperazione, producendo più vittime che successi umani. La proposta radicalmente alternativa si concentrava, per Langer, nel motto "lentius, profundius, suavius" (con più calma, più profondità, più dolcezza).

Nello stesso senso possiamo leggere un brano, pieno di arguzia,  dal diario di Igino Giordani, Memorie di un cristiano ingenuo,  a proposito della  sua permanenza negli Stati Uniti , a Kansas City,  nel 1938 :  «Ricordo che tutti avevano fretta come assaliti da responsabilità imminenti. Io solo passeggiavo: onde ero visto come una bestia paleozoica. Scorsi tra i tanti un benedettino che avanzava trafelato  e lo fermai: "Ma scusi padre: perchè corre così?" Egli brontolò una risposta in ininterpretabile, gittata lì per rimettersi a correre. "Tanto – aggiunsi io – si arriva lo stesso". Dove? "Alla meta finale : alla morte". Era forse sapienza benedettina su labbra profane? Fatto sta che il padre, convinto d’aver a che fare con un demente, invece di correre, volò».       
 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876