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In profondità > Focolari

Quell’uovo, Palmira, ti pare proprio niente?

di Palmira Frizzera

- Fonte: Città Nuova

Una testimonianza diretta della vita delle prime focolarine con Chiara Lubich. Palmira Frizzera ha raggiunto il Cielo a 94 anni. Nel 1981 ha dato vita alla Mariapoli Foco a Montet (Svizzera) e con il suo slancio evangelico ha formato centinaia di focolarine, focolarini e gen alla spiritualità dell’unità del Movimento dei Focolari.

Palmira Frizzera e Chiara Lubich

Era il gennaio del 1948, a Trento. Mi trovavo nel focolare di piazza Cappuccini da poche settimane e Chiara mi aveva affidato la cucina. Le focolarine amavano così tanto i poveri che davano via tutto, dividendo con loro non il superfluo che non esisteva mai, ma il necessario. Quel che c’era in casa non bastava neppure per noi; questi poveri per me erano troppi, venivano in continuazione… Bisognava mettere un freno a tanta carità.

Una sera sentii suonare alla porta, corsi ad aprire: era un povero. Mi chiese, stendendomi la mano: «Signorina, avrebbe qualcosa da darmi da mangiare?». Ed io: «Mi rincresce tanto, ma non ho proprio niente».

Giosi dalla stanza vicina mi sentì e mi venne immediatamente accanto; con grande amore verso di me e verso il povero, disse a questi di aspettare un momento e, presami in disparte, mi chiese: «Se fosse venuto Gesù in persona a chiederti qualcosa da mangiare, avresti risposto che non hai niente?». «Beh – risposi –, certo ci avrei pensato un po’ prima di dirgli di no». «Ebbene – continuò lei –, quel povero è proprio Gesù perché lui ha detto: “Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatta a me». Poi, guardando il tavolo di cucina: «Quell’uovo, Palmira, ti pare proprio niente?». «Per cena voglio fare una frittata e sono senza latte: mi serve per tenere insieme la farina». Eravamo in sette o otto e la cena di quel giorno era tutta lì: una minestra di riso e una frittata.

Senza alcuna aria di lezione o rimprovero, Giosi continuò: «Tu credi che Cristoforo Colombo ha scoperto l’America?». Ed io, guardandola un po’ stupita: «Certo che ci credo». «Ma tu l’hai visto Cristoforo Colombo?». «No, ma ci credo perché sta scritto sul libri di storia». E lei: «Come fai allora a non credere a quello che sta scritto sul Vangelo? Senti cosa ha detto Gesù: “Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”».

Quel Cristoforo Colombo fu una mazzata in testa. Con tutto il mio credermi brava cristiana, mi resi conto della mia meschinità e mi sentii ridicola: credevo di più a quello che dicono i libri di storia che a quello che aveva detto Gesù. Mi sentii completamente demolita e non fui capace di prendere quell’uovo e portarlo al povero; lo fece Giosi, che forse si accorse della mia umiliazione. Quest’episodio segnò l’inizio della mia conversione al Vangelo.

La testimonianza di Palmira Frizzera su come andarono le cose quando Chiara Lubich ebbe l’intuizione fondativa che la portò a organizzare l’amore in aspetti specifici (i colori) è contenuta nel volume Impegno partecipazione e dialogo – la politica come amore (di Lucia Fronza Crepaz e Marco Luppi, edito da Città Nuova).

La camera ardente a Montet

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